Campi Bisenzio, 9 luglio 2021 – Un annuncio inaspettato, che riporta immediatamente alla memoria l'inizio della vicenda Bekaert. Gkn ha annunciato l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per tutti i suoi 422 dipendenti. Lo ha fatto in una giornata di chiusura dello stabilimento, perché mancavano componenti e la produzione si era fermata. Alla notizia, i lavoratori si sono riversati davanti ai cancelli dell'azienda, dando il via ad un presidio permanente.

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Licenziamenti Gkn, uno schiaffo alla Toscana post pandemia

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Notte di presidio 

Che proseguirà anche nella notte: i lavoratori presidieranno senza sosta lo stabilimento della multinazionale britannica. Sono state portate delle sedie a sdraio per i lavoratori, mentre il circolo Arci Rinascita di Sesto Fiorentino ha preparato loro da mangiare. E' stata annunciata per la serata un'assemblea aperta alla cittadinanza, a cui parteciperà fra gli altri il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. Quest'ultimo è il primo dei 41 sindaci della Città metropolitana di Firenze che a turno daranno vita a una staffetta davanti alla fabbrica contro la chiusura.

L'assemblea che si è svolta in serata (Fotocronache Germogli)

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"Danno enorme"

“E' un enorme danno sociale ed economico, con conseguenze nefaste per tutto l'indotto”, tuona Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil di Firenze e Prato. “Un comportamento intollerabile, di una azienda associata a Confindustria, anche alla luce dell'avviso comune firmato dalle parti sociali e dal Governo lo scorso 29 Giugno e dei meccanismi di gestione delle crisi previsti dalla legge e dal contratto nazionale”.

Presidio davanti alla Gkn di Campi Bisenzio (fotocronache Germogli)

"Un film già visto"

“Sembra la scena di un film già visto con il caso della Bekaert: una scelta criminale di una multinazionale che conferma ancora una volta, se c'è ne fosse bisogno – sottolinea Calosi – che i datori di lavoro vogliono che il costo di questa crisi ricada sulle persone che per vivere devono lavorare. “La Fiom non firmerà nessun licenziamento. Chiediamo all'azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l'attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente e alle istituzioni politiche la convocazione del tavolo al ministero dello Sviluppo, coinvolgendo la Regione Toscana e le istituzioni locali”, la conclusione del segretario della Fiom.

presidio davanti alla Gkn di Campi Bisenzio

"Come la Bekaert"

La chiusura della Gkn, ex stabilimento Fiat di Firenze, è solo l'ultima di una serie, afferma Rocco Palombella, segretario Uilm nazionale. “Nel corso degli anni, purtroppo, sono stati abbandonati dalla politica e dal Governo interi settori economici e produttivi”. “E' esattamente la stessa cosa accaduta con la Bekaert", aggiunge Davide Materazzi, segretario della Uilm di Firenze e Arezzo. "Le multinazionali non sono legate al Paese e anzi nell'automotive lavorano tra l'altro prevalentemente per il mercato estero”.

"Comportamento vigliacco"

"Quello della Gkn, che ha deciso di licenziare 422 dipendenti "via pec" e di chiudere lo stabilimento di Campi Bisenzio, è un comportamento vigliacco, senza rispetto per le persone e per il territorio. Una modalità banditesca della gestione dei rapporti che condanniamo senza appelli". Anche la Cisl attacca a testa bassa la multinazionale britannica. Lo fa con il segretario regionale della Fim Cisl, Alessandro Beccastrini, e la segretaria fiorentina, Flavia Capilli. "Da informazioni che abbiamo raccolto pare che l'azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove".

Operai entrano in fabbrica

Appresa la notizia, aggiungono, "lavoratori e sindacato si sono recati in fabbrica e entrati nel sito nonostante la presenza della security che però non ha bloccato gli accessi. Ora siamo in assemblea permanente in attesa di decidere le prossime azioni ed evitare che vengano a portare via i macchinari". Si tratta "dell'ennesima vigliacca ferita che subisce il territorio fiorentino, che rischia di perdere un'altra importante azienda dopo Electrolux di Scandicci e la Bekaert di Figline Valdarno. Come Fim Cisl chiediamo alla Regione di intervenire subito anche attraverso il governo su questo scempio: è inaccettabile che si licenzi senza motivo e senza preavviso con una e-mail 422 persone".

L'azienda: "Chiudiamo a causa della crisi"

Nella lettera di attivazione delle procedure di licenziamento, Gkn Driveline motiva la decisione di chiudere lo stabilimento a causa della crisi del settore automobilistico, evidenziando come nei prossimi anni è prevista una flessione delle vendite dello stabilimento di Campi Bisenzio. “Si stima - scrive l'azienda – che nel 2025 la produzione di veicoli leggeri non supererà 1 milioni di veicoli leggeri in Italia, livello inferiore di circa il 6% rispetto a quello addirittura dell'anno 2016” e che le previsioni di fatturato per il 2025 indicano per lo stabilimento di Campi “una flessione del 48% del fatturato rispetto ai livelli 2019 ante pandemia”, con una discesa a quota 71 milioni di euro. Ad essere licenziati 355 operai, 67 impiegati, 16 quadri e 4 dirigenti, per un totale di 422 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato dell'azienda.

"Scandalo nazionale"

"Non esiste, questo è uno scandalo nazionale. Non si chiudono gli stabilimenti con i lanci d'agenzia. Non si mandano a casa 422 lavoratori da un giorno all’altro. Gkn verrà immediatamente convocata e intanto siamo presenti con i nostri rappresentanti istituzionali ai cancelli di Campi Bisenzio per unirci alla protesta dei dipendenti". Dario Nardella, "come Sindaco metropolitano, a nome mio e di tutti i colleghi sindaci della Città Metropolitana", annuncia che "resteremo da ora fino a quando servirà al fianco del sindaco di Campi Emiliano Fossi e dei lavoratori della Gkn. Siamo pronti a qualunque iniziativa finalizzata a bloccare questa ‘mattanza sociale’".