Firenze, 9 ottobre 2021 - Spiraglio, passo avanti. Finalmente la trattativa Gkn parte. È già un piccolo successo. Viceministra Alessandra Todde come definisce l'apertura di un dialogo sulle prospettive?
«Sono soddisfatta dei primi passi che sono stati fatti ma non ha senso usare toni trionfalistici perché la vertenza ha un percorso lungo e difficile davanti. Ora dobbiamo continuare a mettere mattoncino su mattoncino continuando ad essere concreti, perché quando parliamo di 422 lavoratori – più l'indotto - parliamo di famiglie che non dobbiamo e non possiamo dimenticare».
Siamo di fronte a un sentiero insidioso da percorrere al buio oppure ci può essere una luce in fondo al tunnel?
«L’opera di mediazione ha dato i suoi frutti e va riconosciuto il grandissimo lavoro fatto dai sindacati in stretto contatto con il Mise, la Regione Toscana e il suo presidente Eugenio Giani, il sindaco della città metropolitana di Firenze Dario Nardella e il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi. Abbiamo davvero lavorato sulla vertenza instancabilmente e in squadra ponendo i presupposti per il passo avanti di ieri e dobbiamo continuare a lavorare in sinergia mettendo il massimo impegno».
La Rsu non è soddisfatta ed è preoccupata, dice ‘solo promesse’. Che gli vuol dire? Si possono fidare del tavolo istituzionale come garante?
«Capisco la diffidenza e il non volersi fidare a scatola chiusa. Per questo bisogna lavorare in una logica di passi successivi con fatti concreti e conseguenti senza promesse o bacchette magiche. Da mesi le istituzioni ci stanno mettendo la faccia senza mai tirarsi indietro e stanno cercando senza sosta una mediazione importante tra le parti. È vero che spesso le Istituzioni non sono state in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini o dei lavoratori, ma l’unico modo che abbiamo per avviare questo tipo di percorso è chiaramente quello di poter lavorare in un clima sereno in cui non può mancare la fiducia».
Ha trovato una svolta di atteggiamento nel vertice Gkn o si rischia il bluff?
«Ci siamo seduti al tavolo con delle aspettative importanti: avviare un percorso con l’azienda che chiaramente comprendesse la salvaguardia dell’attività produttiva e del perimetro occupazionale gkn. Dopo diverse ore di confronto, l’azienda ha dato la sua disponibilità a seguire un percorso in cui la procedura di licenziamento non è più all’ordine del giorno. Quindi mi sembra evidente che l’azienda abbia cambiato approccio, ed è giusto dargliene atto».
Altre aziende anche in Toscana sono state poste sotto advisor ma poi il mercato non ha risposto ed hanno chiuso. C’è questo pericolo anche per la Gkn?
«Credo sia prematuro parlarne e credo che prima di parlare di vendita dello stabilimento o di reindustrializzazione ci siano numerosi passaggi precedenti che vanno gestiti con serietà. L’azienda si è impegnata a nominare un advisor e noi abbiamo chiesto che sia che supportato e affiancato da Invitalia».
Lei ha ventilato la possibilità di società interessate a uno stabilimento come quello di Campi e ai suoi lavoratori. Conferma?
«Alcune manifestazioni di interesse ci sono state ma l’esperienza mi insegna che prima di parlare cose concrete bisogna creare le condizioni e lavorare perché le manifestazioni si trasformino in interesse vincolante».
I lavoratori puntano molto sul decreto delocalizzazioni. Lei dice che il testo deve mediare tra diverse posizioni. A che punto siamo? Quando arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri?
«Alla stesura stanno lavorando Sviluppo economico e Lavoro con il coordinamento della presidenza del Consiglio. Il decreto sulla responsabilità sociale d’impresa va introdotto e sono contenta che la maggioranza della politica si sia resa conto dell’importanza di questo passaggio. Il Movimento è compatto al mio fianco in questa battaglia, il Pd sostiene il lavoro fatto con il Ministro Orlando, Leu ha sempre ribadito il suo sostegno politico. Tutte le grandi aziende, non in crisi, che hanno preso soldi pubblici e che intendono licenziare o decentrare le produzioni, è giusto che seguano percorsi normati e ordinati, proprio nel segno della responsabilità sociale».
Il premier Draghi si è informato direttamente della vertenza Gkn?
«La Presidenza del Consiglio e il premier Draghi seguono tutte le vicende che riguardano il Paese, soprattutto se coinvolgono lavoratori e lavoratrici».
Il ministro Giorgetti sembra un po’ freddo sulla vertenza fiorentina. E’ così?
«Non ho evidenza che sia freddo sulla vertenza, più volte ha chiesto aggiornamenti in merito. Comunque credo sia più corretto rivolgere la domanda direttamente a lui, e sono convinta che la risposta ad interesse e coinvolgimento sarà assolutamente positiva».
Lei partecipa con grande passione al caso Gkn. Cosa le ha dato questa esperienza in queste lunghe settimana per la sua vita politica e personale?
«Io metto grande determinazione in tutte le vertenze di cui mi occupo. Ho sempre in mente che sto lavorando sul futuro di persone che hanno figli, mutui e impegni da portare avanti. Seguo le crisi industriali e mi confronto quotidianamente con lavoratori, sindacato, imprenditori, imprese. Lavoro per trovare soluzioni, serie e credibili. E l'ho sempre dimostrato, impegnando tutta me stessa con le competenze e l'esperienza di cui dispongo. Vengo da 30 anni di vita di impresa e di azienda in cui non ho utilizzato un euro di denaro pubblico. Mi è stata insegnata l’etica del lavoro, la responsabilità sociale, di credere nel dialogo e quindi nella politica e so che significa parlare con chi, nei vari campi di appartenenza, ogni giorno vive le contraddizioni del Paese. Quindi le posso garantire che sentire sulla propria pelle il dolore e la rabbia delle persone non è cosa che mi può lasciare indifferente».