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14 giu 2022

Medico toscano si dimette: "Non era più possibile curare bene"

Firenze, a 55 anni e in carriera ha deciso di lasciare. E ora fa il medico di famiglia: "Sono felice, ho ricominciato a vivere"

14 giu 2022
ilaria ulivelli
Cronaca
Giuseppe Giannazzo dall’8 novembre scorso fa il medico di famiglia
Giuseppe Giannazzo dall'8 novembre scorso fa il medico di famiglia
Giuseppe Giannazzo dall’8 novembre scorso fa il medico di famiglia
Giuseppe Giannazzo dall'8 novembre scorso fa il medico di famiglia

Firenze, 15 giugno 2022 - Lui si è dimesso. A 55 anni, in piena carriera, Giuseppe Giannazzo ha lasciato il pronto soccorso. La medicina d’emergenza urgenza era il suo grande amore, "ma ormai non c’erano più le condizioni per poter assistere i pazienti con il tempo necessario per una diagnosi accurata". L’8 novembre scorso è stato il suo primo giorno da medico di famiglia. Una seconda vita. "Sono felice, rifarei tutto". Perché ha lasciato? "Ho lavorato 22 anni al pronto soccorso e 8 all’anestesia cardiologica. L’ospedale per me è stata una grande opportunità: ho potuto fare quello che mi piaceva, la medicina e chirurgia d’emergenza". Poi che cos’è successo? "Le cose sono andate a peggiorare continuamente. Non tanto per responsabilità delle singole persone, quanto perché il sistema sanitario pubblico ha fatto scelte che hanno privilegiato l’immagine della sanità trascurando però le esigenze dei cittadini e purtroppo anche di quelli che ci lavorano dentro". Com’è una giornata da medico dell’emergenza? "Nel mio caso avevo ricevuto l’incarico di tirare su un reparto di terapia subintensiva. E’ stato molto impegnativo, ma è stata una bellissima esperienza. Ho chiuso in bellezza". Perché a un certo punto tutti hanno cominciato a scappare dal pronto soccorso? "Negli ospedali c’è stata una contrazione clamorosa dei posti letto. Lì sono andati a recuperare le spese per la sanità d’eccellenza, di facciata. Però le persone non hanno più avuto la possibilità di essere accolte nei reparti. I pronto soccorso si sono trasformati da luogo di accettazione, trattamento e stabilizzazione dell’urgenza in una sorta di buchi neri nei quali i pazienti vengono abbandonati dal sistema". Che vita fa un medico in prima linea? "Estremamente pesante, da turnista, con una sola domenica libera al mese e mai associata al sabato, senza poter restare a casa per nessuna, o quasi, ...

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