Firenze, 15 maggio 2017 - “Gli è tutto da rifare”, ripeteva sempre. Lui invece, il grande Gino Bartali, tutto quel che poteva fare per gli altri lo ha fatto, arrivando a mettere addirittura a repentaglio la propria stessa vita pur di salvare uomini, donne, bambini, e intere famiglie perseguitate. Durante l’occupazione tedesca infatti, proprio in uno dei momenti più terribili della guerra, l’autunno del ‘43, fece staffetta in bicicletta tra Firenze e i molti luoghi dove si nascondevano gli ebrei braccati, macinando chilometri con il suo grande cuore di campione ed eroe, riuscendo a salvare oltre 800 persone trasportando nel tubo della sua bicicletta i documenti falsi preparati sotto la regia della Curia di Firenze, diretta dall’arcivescovo Elia Angelo Dalla Costa, anche lui Giusto tra le Nazioni, in stretto collegamento con il rabbino capo della città Nathan Cassuto, altro eroe italiano ucciso dai nazisti in una Marcia della Morte nel 1945. Oggi, alla vigilia della tappa del Giro d’Italia, avviene un bell’omaggio al mito Bartali, proprio sulle due ruote da lui tanto amate, con partenza proprio da Ponte a Ema, sua città natale.

L’Amministrazione comunale e la squadra israeliana di ciclismo Cycling Accademy, hanno infatti organizzato un evento eccezionale in ricordo della figura del leggendario Gino Bartali, e il giorno 16 maggio la squadra ripercorre il medesimo tragitto realizzato molte volte dal grande Gino per portare documenti attraverso i quali salvò oltre 800 ebrei, che prende avvio dalla località di Ponte a Ema per giungere ad Assisi.

A guidare gli atleti israeliani il team manager Ran Margaliot, che ha fortemente voluto quest’iniziativa. “Mio nonno è stato uno dei primissimi ricercatori dello Yad Vashem, il Memoriale della Shoah di Gerusalemme – racconta Margaliot –. Da lui ho appreso che non bisogna dimenticare i torti subiti, ma al tempo stesso che bisogna dare evidenza alle azioni meritorie”.

Proprio nell’autunno del ‘43 Bartali iniziò a trasportare documenti preziosi per dare una nuova identità agli ebrei perseguitati. Da Assisi, dov’era una stamperia clandestina, li portava al vescovo di Firenze, che se ne serviva per distribuirli agli ebrei e farli espatriare. In quel periodo fu anche arrestato dalla polizia fascista, che fortunatamente non ispezionò la bicicletta. Percorreva 185 chilometri avanti e indietro, e per il suo coraggio, il suo grande cuore, il coraggioso esempio e il suo altruismo, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ne conferì alla memoria la medaglia d’oro al valor civile.

Dal 2013 gli è stata assegnata dallo Stato di Israele l’importantissima onorificenza di Giusto fra le Nazioni, ed è stato iscritto fra i Giusti allo Yad Vashem, il Sacrario della Memoria a Gerusalemme, insieme agli altri non ebrei che ebbero il coraggio di dire di no alla barbarie nazista. Il mito di Gino Bartali vengono oggi celebrati da una squadra di ciclisti israeliani, e in onore alla sua memoria, si è dunque creato, in occasione del Giro d’Italia, un ponte straordinario tra Italia ed Israele nel settore del ciclismo. La prima squadra professionistica israeliana di ciclismo, la Israel Cycling Academy, rende così omaggio alla memoria del mito Bartali ripercorrendo la tratta affrontata da ‘Ginettaccio’ sotto il nazifascismo, dal 1943 al 1944, per aiutare gli ebrei perseguitati. L’evento, introdotto dal giornalista Adam Smulevich, è stato presentato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza dell’assessore allo sport Comune, Andrea Vannucci e dell’assessore Sara Funaro. Presente la Comunità ebraica di Firenze e la Ucei, la squadra Cycling Academy con il suo fondatore, Ron Baron, il suo team Manager, Ran Margaliot, insieme ai famigliari del grande campione e a rappresentanti del Ministero del Turismo di Israele in Italia.