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26 mag 2022

Ginevra degli Amieri, la sepolta viva

26 mag 2022
biancastella
Cronaca

Biancastella

Antonino

Le città medievali riservano spesso affascinanti leggende che hanno per protagoniste le donne e le loro storie d’amore e morte. Anche Firenze ha la sua: si chiama Ginevra, ricordata come la "donna che visse due volte". E come tutte le leggende che hanno poi dato vita a congetture di cronisti, cantastorie, poeti e commediografi, ha un suo fondamento storico, come le iscrizioni nella strada dove avvenne il fatto sembrano testimoniare. Siamo nel 1396 e Ginevra degli Amieri di famiglia ghibellina è, come tutte le ragazze del tempo, destinata a un matrimonio senza amore, deciso da suo padre. Sposa il facoltoso Francesco Agolanti mentre il suo cuore era per il giovane Antonio Rondinelli, ovviamente né nobile, né ricco. Ginevra è infelice e non si sa se per la peste che infestava Firenze o forse per una crisi di epilessia cade in uno stato di catalessi e proprio per timore della peste viene subito inumata nella chiesa di Santa Reparata. Ma nella notte si risveglia e "miracolosamente" riesce a sollevare la pietra del sepolcro e ad avviarsi verso casa, dal marito. Sembrava un fantasma, coperta dal sudario col quale era stata avvolta e lui, spaventato, la scaccia, ma le assicura messe e preghiere; anche suo padre incredulo non le apre la porta e la povera rediviva è accolta solo in casa del suo Antonio che la cura con tenerezza e decide che, poiché tutti la credono morta, nessuno potrà più impedirgli di sposarla. In realtà in città si era sparsa la voce di questa miracolosa resurrezione e sia il padre che il marito l’accusarono addirittura di aver finto la morte per unirsi al suo amante. La storia ha però un lieto fine: il vescovo ammette la buona fede dei due giovani innamorati e poiché la morte di Ginevra, riconosciuta dai parenti che l’avevano pure sepolta, annullava le nozze, niente ostacolava la nuova unione. Di certo in questa leggenda che poi leggenda non è, come dicono i sostenitori della sua storicità, resta il nome dato alla stradina che Ginevra percorse dal luogo dove era stata sepolta all’abitazione coniugale: via della Morta… che oggi è via del Campanile.

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