Investigatore
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Firenze, 3 agosto 2019 - Drogata a 10 anni. La storia della bambina di Vimercate portata in ospedale perchè cocainomane, ha destato molta impressione. Ma di storie simili, purtroppo, ne sono accadute anche a Firenze. Come quella del ragazzino tossicodipendente ad appena 12 anni e di sua madre che, proprio dalle pagine de La Nazione, lanciò un appello a tutti i genitori invitandoli a vigilare sui loro figli.

Ci sono le mamme hacker e i papà 007. Qualcuno lo sottolinea a gran voce e ne va quasi fiero, altri lo ammettono a testa bassa, altri ancora lo fanno ma non vorrebbero mai farlo. Qualunque sia il caso la motivazione è una: «E’ per il loro bene». Sono i genitori 007 che, preoccupati dalle insidie della realtà vera e virtuale, spiano i propri figli: controllano i cellulari, intercettano le password dei social network, li seguono o li fanno pedinare, affidandosi ad agenzie investigative private. Vogliono sapere cosa fanno, dove vanno e chi frequentano. E le richieste alle aziende specializzate sono in aumento: si parla di un incremento del 30% negli ultimi 5 anni. «I genitori che si rivolgono a noi cercano la conferma a dei sospetti e purtroppo in diversi casi non si sbagliano» spiega Aimone Merciai, titolare di Intelligence Service Investigazioni, l’azienda fiorentina con sede anche a Milano che di casi di minori difficili ne ha a decine sul tavolo.

Nella maggioranza dei casi si tratta di ragazzini con problemi di droga, in altri casi di alcol. Dietro la maggior parte delle richieste, invece, c’è la paura che possano frequentare cattive compagnie. «Di casi simili a quello di Vimercate anche noi ne abbiamo seguiti diversi – dice Merciai –. Per esempio, ci ha chiesto aiuto una madre preoccupata per il figlio di 16 anni. Con la sua autorizzazione lo abbiamo osservato e tenuto sotto controllo. Dalle nostre verifiche è emerso che il ragazzino si drogava: faceva uso regolare di oppio». Sotto la lente degli investigatori una famiglia di professionisti e un sedicenne che all’apparenza non poteva desiderare altro dalla vita. E invece... Non è un episodio isolato.

Sempre la Intelligence Service Investigazioni è riuscita ad aiutare la famiglia di una minorenne «con disturbi alimentari e problemi di attenzione e concentrazione». «Arriva a casa e si addormenta» ha detto la mamma ai detective. Da un’attività di osservazione è emersa la dura verità: la piccola, all’uscita di scuola, faceva tappa al supermercato per comprare e scolare una bottiglia di vodka. Ma c’è anche il rampollo di 16 anni «sorpreso a spacciare ai coetanei nei giardini di Campo di Marte». «Anche in questo caso – sottolinea Merciai – i genitori sono venuti da noi con sospetti. Non capivano come facesse il figlio ad avere tutti quei soldi. Con lo stesso punto interrogativo si è rivolto a noi un altro papà fiorentino: abbiamo poi scoperto che il ragazzino riscuoteva soldi in cambio di rapporti sessuali con coetanee». Di storie, a Firenze ce ne sono tante. «Aldilà del nostro lavoro – conclude - cerchiamo di aiutarle le famiglie e di capire con loro quale potrebbe essere il percorso più adatto». E pensare che tutto ruota attorno all’apprensione che si trasforma in timore prima e paura poi.