La Corte di giustizia internazionale
La Corte di giustizia internazionale

Firenze, 2 ottobre 2019 - La Corte dell’Aia sbarca a Firenze. E anche se è in attesa del primo caso su cui giudicare, l’organismo è già attivo. Il Tribunale internazionale, costituito a fine ‘800 e al quale l’Italia ha aderito nel 1900 (sono 120 gli Stati che a oggi hanno sottoscritto la convenzione), è un organo di mediazione che interviene nelle controversie, comprese quelle in materia di opere d’arte, e ha trovato ospitalità nei nuovi uffici della Camera di Commercio di piazza dei Giudici, dove si svolgeranno le udienze.

«L’arbitrato è uno strumento alternativo al giudice ordinario», spiega Chiara Tondini, funzionaria della Camera di Commercio e referente della Florence International Mediation Chamber (Fimc). «I vantaggi sono numerosi, sia in termini di costo, sia di tempo – aggiunge – In pratica, Firenze è l’unica sede italiana e in Europa la seconda, insieme a Lisbona, dopo quella dell’Aia, abilitata a ospitare le udienze della Corte, anche nei contenziosi che riguardano opere d’arte». Per fare un esempio, la vicenda del quadro di Palazzo Pitti trafugato dai nazisti e solo recentemente restituito allo Stato Italiano, si sarebbe potuta risolvere con un arbitrato. La Corte giudica infatti i casi che coinvolgono le liti fra Stati, o fra uno Stato e un privato.

I commissari dell’Aia hanno effettuato il sopralluogo nel rinnovato palazzo in riva all’Arno e hanno firmato il prestigioso accordo, che è stato raggiunto tenendo conto di diversi aspetti. «C’è una ragione logistica – continua Chiara Tondini –, perchè Firenze è facilmente raggiungibile da tutto il mondo. Ma in questo accordo di cooperazione si è tenuto conto anche e soprattutto del fatto che la nostra Camera è già sede di arbitrato fin dagli anni Settanta. L’intento è diffondere la cultura e la consapevolezza degli strumenti alternativi al giudice ordinario, e organizzare insieme alla Corte dell’Aia iniziative comuni per far conoscere il nuovo strumento. I vantaggi? Le procedure che sono più brevi rispetto al giudizio ordinario, con costi predeterminati e senza le incertezze del giudizio ordinario in ambito internazionale».

Per far  conoscere le potenzialità del nuovo organismo, la Camera di Commercio insieme al Florence International Mediation Chamber e la Cour Permanente d’Arbitrage, hanno organizzato un convegno che si terrà il 25 ottobre, dal titolo, non a caso, «Beni culturali: quali strumenti per la risoluzione delle controversie internazionali?» nell’auditorium di piazza Mentana. Vi prenderanno parte esperti internazionali, i vertici del nucleo Carabinieri per la tutela dei beni culturali, direttori di museo, mercanti d’arte e collezionisti. E dalla Corte dell’Aia, Evgeniya Goriatcheva della Corte permanente dell’arbitrato, che approfondirà proprio gli aspetti legati alle controversie in materia di patrimonio culturale. L’ex ministro Francesco Rutelli interverrà per parlare dei successi nella protezione e restituzione del patrimonio italiano.