Federico Bernardeschi e Federico Chiesa
Federico Bernardeschi e Federico Chiesa

Firenze, 10 settembre 2019 - Si sono detti ciao l’altra sera, mentre l’Italia tornava a casa dalla Finlandia. Un «ciao», nel loro caso, seguito da un «ci vediamo sabato pomeriggio». Dove e come è presto detto: stadio «Franchi» di Firenze, ore 15. Appuntamento per Fiorentina-Juventus, la partita che per Federico Chiesa e Federico Bernardeschi significa un qualcosa che si spinge oltre. Oltre il risultato del campo, oltre le ambizioni dei due club.

Chiesa e Berna, d’altra parte, hanno due storie che iniziano in parallelo, poi s’incrociano, poi si dividono. Nel mezzo, sempre e comunque, gli incroci di mercato, con il ’motivo maledetto’ della Juventus sempre sbilanciata nella direzione di Firenze per tentare e mettere nel mirino i gioielli nati e cresciuti nel vivaio viola.

La storia di Bernardeschi è segnata da quello strappo, da quella scelta, che il ragazzo cresciuto nella Fiorentina decise di fare quando la Juve bussò forte alla sua porta e a quella del club viola. Un addio che non è stato perdonato dai tifosi, che in estate hanno temuto di rivivere la situazione a causa del pressing bianconero sull’altro Federico. Commisso però non ha mai vacillato.

E l’assalto della Juve a Chiesa più che una tentazione (l’offerta sarebbe stata di 70milioni) si è rivelata una provocazione alla quale il patron della Fiorentina ha risposto in modo secco: Chiesa non si tocca.

«Ed è su di lui che costruiremo la squadra del futuro». Concetto ribadito a Sky quando alla domanda se il domani in viola di Federico si esausirà alla fine di questa stagione, Commisso ha risposto: «Ho detto un anno ma vorrei restasse anche nelle prossime stagioni». E allora riparte da qui la sfida fra i due Federico. Quello viola e quello bianconero. Appuntamento a sabato.