Rodolfo Fiesoli
Rodolfo Fiesoli

FIrenze, 9 luglio 2018 - La scarcerazione di Rodolfo Fiesoli, il fondatore della comunità 'Il Fortetò, è un atto che «alla coscienza morale di ciascuno di noi veramente scatena rabbia».

 

Lo ha detto Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana. «Vederlo a piede libero - ha spiegato - dopo tutto quello che è emerso al processo, dopo tutto quello che ormai si sa e si è ricostruito sul Forteto, è qualcosa che alla coscienza morale di ciascuno di noi veramente scatena rabbia, reazione, e senso di impotenza verso quello che dovrebbero essere a buon senso i criteri a cui si ispira un paese in cui la giustizia è uguale per tutti».

Per Giani la scarcerazione è dunque «una cosa molto grave: io ritengo che la giustizia italiana si trovi spesso in situazioni in cui per figure palesemente responsabili di fatti gravissimi, come è accaduto in questo caso, per gli aspetti con cui nel cavillo della legge si inserisce l'abilità dell'avvocato, vediamo una situazione incongrua».

"Istituire al più presto una commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività di affidamento di minori a comunità e istituti che collaborano con le autorità locali con il compito di verificare l'osservanza dei princìpi di tutela e di promozione dei diritti dei minori e le modalità della loro applicazione da parte delle autorità e degli organi competenti".

Lo chiede Stefano Mugnai, deputato di Forza Italia, che ha presentato una proposta di legge per l'istituzione della suddetta commissione. "E' ormai indispensabile - afferma - che venga svolta una attività del genere, alla luce dei molti casi di cronaca e, in particolare, dei gravissimi fatti avvenuti nella struttura di accoglienza il 'Forteto' di Vicchio del Mugello, dove il fondatore Rodolfo Fiesoli ha per anni abusato e maltrattato molti degli adolescenti affidati alla sua comunità".