Pattugliamenti anticovid della polizia
Pattugliamenti anticovid della polizia

L'ultimo caso è stato a Firenze, sabato sera. La polizia, chiamata dai vicini, causa schiamazzi,  irrompe in un appartamento e trova 17 ragazzi che stavano festeggiando il 17° compleanno di un'amica. Un'altra decina di coetanei sarebbe scappata da una finestra. Casi del genere vengono segnalati ovunque, dalle forze dell'ordine. L'incontinenza da festa: colpisce non solo gli adolescenti nell'età più sfrenata ed esasperati dall'immobilità in casa. Ne sono rimasti affetti anche tre giovanotti con qualche anno e molti milioni in banca in più degli adolescenti dell'altra sera, colti in flagranza di festino con molti coetanei. E' successo a Torino,. Erano tre giocatori della Juventus e non avevano nemmeno l'attenuante di essere costretti in casa nell'immobilità. Sono pagati per muoversi all'aperto, ogni giorno. 

Le feste al tempo del lockdown aggiungono alla loro naturale piacevolezza il brivido del proibito.  E nulla più di ciò che è vietato attrae i giovani. Però, cari ragazzi, se vi riunite in tanti, in un appartamento dopo le 22 è normale che qualcuno segnali, che arrivi la polizia, che riceviate multe onerose per le vostre famiglie in tempi così difficili. E' comprensibile il desiderio di muoversi, uscire incontrare  gli amici, che sono assieme alla scuola il principale tesoro della vostra età. Però, questo è un momento difficile. Duro. E' vero: un anno fa, quando la vostra amica compiva 16 anni e certamente non festeggiò insieme a voi - e  forse neppure festeggiò - qualche adulto vi promise che l'anno prossimo avreste fatto una bella festa. Non è andata così. Il virus continua a  passare di persona in persona. Muoiono sessantenni. Quarantenni e cinquantenni, l'età dei vostri genitori, affollano i letti di terapia intensiva. Cercate di non essere voi, a portare a  casa il regalo più indesiderato. E a proposito di genitroi. Possibile che non sappiano? Che lascino i ragazzi sfidare contegi e multe? Resistere, oggi alla tentazione di riunirsi in tanti, in piccoli spazi, è la chiave per poter festeggiare la sola cosa meritevole: la fine del virus. Prima di quella, nessuna festa sarà veramente tale. Per di più, sarebbe rovinata dalla polizia.