Pressphoto,FIRENZE - Dario Nardella al festival dell'Unità intervistato da Marcello Mancini Foto Moggi Gianluca/NEWPRESSPHOTO
Pressphoto,FIRENZE - Dario Nardella al festival dell'Unità intervistato da Marcello Mancini Foto Moggi Gianluca/NEWPRESSPHOTO

Firenze, 14 settembre 2014 - LA CITTÀ delle opportunità, ma anche della pazienza. E’ ciò che il sindaco Dario Nardella chiede ai fiorentini, che dovranno sopportare i cantieri della tramvia. Ma per diventare più moderni ed efficienti non c’è nulla da fare, bisogna soffrire e sopportare le strade sventrate dai lavori. E’ l’appello lanciato ieri sera dalla festa dell’Unità dal sindaco in persona, intervistato dal direttore de La Nazione Marcello Mancini, col quale ha passato in rassegna le questioni più scottanti di questo inizio di legislatura. Davanti a un pubblico attento e numeroso, in un padiglione strapieno dall’inizio alla fine, Nardella è partito dal titolo dell’incontro, “la città delle opportunità”, senza nascondere i problemi, ribadendo che però il treno della modernizzazione non si può fermare: «Non ci dobbiamo illudere, i disagi ci saranno —_ ha detto — ma ricordiamoci che la tramvia è una delle opere più importanti e costose dell’ultimo mezzo secolo: mezzo miliardo di euro. E ciò per rendere Firenze più moderna e pulita. Ditemi, quanti di voi hanno preso almeno una volta la tramvia?» La foresta di braccia alzate sono la risposta che Nardella si aspettava e che lo convincono ancora di più sulla strada intrapresa. Ma quante ‘vittime’ dal punto di vista economico rischiano di restare intrappolate sui binari della tramvia? E il capitolo risarcimenti? «Non può passare il principio che si indennizzano i negozianti tutte le volte che si fanno opere pubbliche — ha proseguito —. Valuteremo i casi e le situazioni. Abbiamo previsto da gennaio la possibilità di sgravi fiscali sulle tasse locali, abbiamo poi chiesto alla Regione di utilizzare i fondi della cassa integrazione per le eventuali ripercussioni occupazionali sui lavoratori dipendenti, stiamo predisponendo mille posti per le bici nel quartiere 5, nuove misure con l’Ataf e molti altri provvedimenti ora allo studio. Insomma, fra due anni tutti beneficeranno dei vantaggi della tramvia. Ricordiamoci i timori dell’anno scorso con i mondiali di ciclismo: i fiorentini hanno risposto con grande consapevolezza e confido che avvenga lo stesso per i cantieri delle linee due e tre».

Dalla tramvia all’aeroporto, dal by pass del Galluzzo alla Tav. La legislatura di Nardella è un pentolone di grandi opere da decenni ferme al palo e che vanificano ogni tentativo di sviluppo del territorio: «Sì, nel 2015 dovrebbero riprendere i lavori dell’Alta Velocità —_ ha continuato Nardella —_ e sono certo che un progetto come la stazione di Foster non sarà solo bella, ma migliorerà il traffico. Ma soprattutto serve che le grandi opere vadano avanti e che non restino un buco nero. Per questo appena eletto ho parlato con la Società Autostrade e Ferrovie dello Stato, per chiedere una tempistica certa. E riguardo alla Tav, voglio ricordare l’enorme opportunità che Firenze ha nel trovarsi così al centro d’Italia. In vista dell’Expo di Milano del 2015 ho in mente un’iniziativa e uno slogan: ‘La cosa più bella dell’Expo? Il treno per Firenze’. Perché è a quel tipo di turismo che dobbiamo guardare». INFINE l’aeroporto, una querelle rispetto alla quale Nardella non accetta il tira e molla sui metri della pista: «La questione è semplice: secondo il piano regionale la Toscana punta a raggiungere un bacino di 12 milioni di viaggiatori, di cui 4,5 saranno di Firenze e il resto di Pisa. Peretola raggiunge i due milioni di passeggeri. Enac ci deve dire che tipo di pista serve per raggiungere quell’obiettivo. Per il resto con Pisa, i sassolini nelle scarpe ce li siamo già tolti all’epoca della Battaglia di Cascina...»