Firenze, 25 luglio 2021 - C’è chi ha protestato indossando la maschera con il becco dei medici della peste e chi ha mostrato sul petto la stella di David. Anche perché quello con il nazismo e con le persecuzioni degli ebrei, con la "dittatura" e con il fascismo è un paragone che va di moda fra chi manifesta contro il green pass e i vaccini. Le manifestazioni a Firenze e Livorno Due le proteste andate in scena ieri a Firenze: una autorizzata nel giardino della Fortezza da Basso di Firenze e un’altra non autorizzata, avvenuta poche ore dopo in piazza della Signoria. Nel primo caso, di fronte ad alcune centinaia di persone, gli organizzatori si sono alternati al microfono,...

Firenze, 25 luglio 2021 - C’è chi ha protestato indossando la maschera con il becco dei medici della peste e chi ha mostrato sul petto la stella di David. Anche perché quello con il nazismo e con le persecuzioni degli ebrei, con la "dittatura" e con il fascismo è un paragone che va di moda fra chi manifesta contro il green pass e i vaccini.

Le manifestazioni a Firenze e Livorno

La manifestazione a Livorno (Foto Novi)

Due le proteste andate in scena ieri a Firenze: una autorizzata nel giardino della Fortezza da Basso di Firenze e un’altra non autorizzata, avvenuta poche ore dopo in piazza della Signoria. Nel primo caso, di fronte ad alcune centinaia di persone, gli organizzatori si sono alternati al microfono, fra le testimonianze di chi ha scelto di non rispettare le regole (soprattutto titolari di bar e ristoranti colpiti da multe e chiusure) e accuse al "sistema". Presenti, in questo caso, tante bandiere del Movimento 3 V, che ha distribuito anche volantini con lo slogan #IoNonMiVaccinoPerché.

Chi ha accettato di parlare con la stampa (pochi a dire il vero) ha spiegato di non essere no-vax ma di protestare per difendere la massima libertà di scelta, anche nell’ambito delle cure e dei vaccini. Più rabbioso il clima in piazza della Signoria, tanto che alcuni venditori ambulanti di souvenir hanno smontato i banchi alla vista dei primi manifestanti, allontanandosi in fretta e furia. La protesta è andata in scena proprio di fronte a Palazzo Vecchio, sorvegliata dalle forze dell’ordine. Il presidio era stato pubblicizzato attraverso il tam tam sui social, soprattutto su whatsapp dove i no-vax hanno organizzato da tempo numerose chat. "Libertà, no green pass e giù le mani dai bambini" sono stati gli slogan ricorrenti.

E poi i cartelli sulle camere a gas ("E dopo il Green pass le camere a gas?" si legge in uno), quelli sull’ubbidienza ("Tu ubbidisci perché finisca, ma non finirà perché ubbidisci"), i riferimenti continui alla "dittatura sanitaria" e al fascismo, e pure qualche bandiera dell’anarchia. Difficile capire se chi manifestava fosse contro il "certificato verde" in vigore dal 6 agosto o non credesse proprio al virus, visto che nonostante la calca evidente nessuno indossava la mascherina.

Fischi e proteste hanno poi accolto le forze dell’ordine che avevano invitano i manifestanti a spostarsi in piazza San Firenze. A fine pomeriggio poi dalla manifestazione è nato un corteo spontaneo che ha attraversato via Calzaiuoli sfilando verso piazza del Duomo e poi verso il Ponte Vecchio. Duri i commenti delle istituzioni.

"Le manifestazioni no vax di queste ore in alcune città toscane sono allucinanti – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo - non avrei mai pensato che potesse esistere della gente che manifesta per avere "il diritto" di contagiare e far ammalare tutti noi". "Il decreto che impone il green pass in momenti cruciali della nostra quotidianità vuol dire fare prevalere l’interesse collettivo sull’egoismo individuale - hanno sottolineato l’assessore al welfare Sara Funaro e l’assessore alla sicurezza Benedetta Albanese -. Il confronto non è tra chi difende la libertà e chi la nega: c’è chi si illude che se il virus non esista e chi invece, giustamente, vuole essere libero in modo definitivo ed avere un futuro sicuro. Azioni fuori dalle regole danneggiano la sicurezza di tutti, rischiando di farci ricominciare da capo con i bollettini delle terapie intensive e i decreti di chiusura".