Firenze, 30 agosto 2021 - Per errore all’hub di Dicomano, paese del Mugello tra il Casentino e la Valdisieve, a cinque persone tra i 24 e 41 anni è stato somministrato il vaccino di AstraZeneca al posto di quello di Moderna. Tutti e cinque dovevano effettuare l’iniezione di richiamo.

L’errore è avvenuto a monte, chi stava preparando le siringhe ha confuso una fiala di AstraZeneca destinata ai richiami per gli over 60: ormai pochi con quella di Moderna. A ricevere il vaccino sbagliato sono stati un uomo di trentun anni e quattro donne, due di 24 anni, una di 27 e una di 41. Due di loro assumono un contraccettivo orale.

Per tutti e cinque l’Asl Toscana centro ha disposto la sorveglianza sanitaria attiva. Sono stati fatti subito gli esami del sangue per verificare l’assetto coagulativo e saranno monitorati per un mese. Oggi saranno nuovamente visitati da un medico internista. E nel caso di sintomi possono chiamare un numero telefonico che gli è stato messo a disposizione.

Era già successo un errore analogo, il 14 luglio scorso all’hub vaccinale della Fondazione Sesa a Empoli. Il personale si è accorto dell’errore a fine turno quando, come da prassi, gli operatori hanno riconteggiato le file facendo un riscontro con i codici dei vaccini, in corrispondenza dei nominativi. In quel caso le persone interessate (maschi e femmine) furono undici, con età media di 36 anni, anche se si trattava della prima e non della seconda somministrazione.

Analogo il provvedimento di sorveglianza sanitaria attivato: nessuno di loro ha avuto conseguenze. Con il grande numero di vaccinazioni, nonostante il protocollo di sicurezza sia molto stringente, errori si erano verificati anche in precedenza.

A Pistoia, nell’hub vaccinale del circolo di San Biagio, l’11 giugno sei persone avevano ricevuto una soluzione fisiologica al posto del vaccino. Il team vaccinale si era accorto di avere utilizzato una fiala in meno rispetto a quelle che sarebbero state necessarie per vaccinare le persone fino a quel momento registrate nel box, effettuando un periodico controllo di congruenza tra dosi somministrate e farmaci prelevati da frigorifero.

Nelle settimane precedenti a Massa Carrara a una donna di 23 anni erano state iniettate 4 dosi Pfizer e lo stesso era accaduto a Livorno a una donna di 67.

Ilaria Ulivelli