Emergenza università. Landini attacca il governo: "Diritto allo studio a rischio e gli alloggi sono un problema"

Il segretario della Cgil ospite a Firenze ha anche annunciato proteste contro la manovra. E sull’istruzione tuona: "I figli di operai in molti casi non riescono a iscriversi a una facoltà".

Emergenza università. Landini attacca il governo: "Diritto allo studio a rischio e gli alloggi sono un problema"

Emergenza università. Landini attacca il governo: "Diritto allo studio a rischio e gli alloggi sono un problema"

"Siamo di fronte alla necessità di investire con un piano straordinario per fare in modo che il diritto allo studio sia garantito a tutte le persone e ci sia la possibilità di avere quelle figure di cui abbiamo bisogno, penso ai medici e alla sanità". Esordisce così Maurizio Landini, segretario nazionale Cgil, ospite a Firenze per l’assemblea nazionale Flc Cgil sulla situazione dell’Università. "Bisogna che il diritto alla formazione diventi un diritto permanente di tutte le persone – continua Landini –. E non come adesso che in realtà figli di lavoratori dipendenti, di operai di persone normali in molto casi non sono nella condizione di garantire ai figli di studiare perché i costi sono proibitivi".

Il diritto allo studio è quindi un argomento centrale per il numero uno della sigla sindacale, che approfondisce anche una delle ’costola’ del maxi tema dell’università: ovvero gli alloggi. "Oggi – ha aggiunto Landini – chi va all’università ha il problema della casa, del costo dell’iscrizione, è chiaro che affrontare questo tema significa andare a prendere i soldi dove sono e fare una seria riforma fiscale. Perché un paese che ha più di 110 miliardi di evasione fiscale è lì che deve andare a prendere i soldi per garantire i diritti a tutte le persone, a partire dal diritto allo studio, il diritto alla sanità e il diritto a un lavoro che non sia precario".

Landini ha parlato anche della manovra finanziaria del governo, anticipando una mobilitazione di massa per protestare nel mese di novembre. "Nei prossimi giorni comincia la discussione della manovra in Parlamento – aggiunge il segretario della Cgil –, sarà novembre il mese in cui bisogna scioperare, manifestare, mobilitarsi perché è il mese in cui bisogna chiedere al Governo e al Parlamento che cambi quella legge di bilancio".

La posizione di Landini e della Cgil non sembra l’unica contraria: "Ieri abbiamo ricevuto una proposta da parte della Uil – spiega il segretario del sindacato – che esprime sulla manovra un giudizio analogo al nostro e ci chiede di organizzarci per mobilitarci, fare manifestazioni e scioperare. Noi abbiamo già risposto che siamo d’accordo, che siamo pronti ad incontrarci. Abbiamo scritto alla Cisl e nei prossimi giorni bisogna incontrarsi, programmare assemblee e mobilitazioni fino ad arrivare anche allo sciopero generale". Landini ha poi spiegato che il sindacato sta "chiedendo anche cose che vanno oltre la legge di bilancio", ma con l’esecutivo della premier Meloni, chiosa ancora, " non c’è una sede di negoziazione".

La possibilità di aprire una "trattativa classica non c’è – conclude Landini –, perché non la vogliono fare. Ti chiamano quando hanno già deciso e hanno già i voti quindi o aderisci alle loro posizioni oppure sei messo fuori. Questo elemento sta dentro un’idea di cambiamento del ruolo delle organizzazione i sindacali".