Una cima dell'Appennino Tosco-Emiliano
Una cima dell'Appennino Tosco-Emiliano

Firenze, 22 giugno 2021 – Sono luoghi dove il tempo si è fermato, dove si vive a stretto contatto con la natura, senza televisione, usando energia rinnovabile e mangiando prevalentemente vegetariano o vegano. Sono le comunità stile hippy, oggi ecovillaggi, dislocati in tutta Italia. In Toscana le comunità più note sono oltre una decina. Ecco le principali.

Campanara, Palazzuolo Sul Senio (Firenze)

Nell'ecovillaggio Campanara, situato nell'appennino Tosco-Emiliano, tra rose profumatissime e frutti di bosco,si mangia biologico e ci si dedica alla raccolta dei prodotti dell'orto o alla realizzazione di manufatti artigianali. I bambini possono divertirsi su altalene fatte a mano. Si offre ospitalità in tende indiane attrezzate, i teepe.

Il popolo degli Elfi, Montevettolini (Pistoia)

La comunità, situata nei pressi di Sambuca Pistoiese, è una delle più originali. Fondata negli anni Ottanta, ci vivono più di 150 persone. Le case non hanno elettricità, ci si scalda e si cucina con la legna e si consuma solo ciò che si produce: frutta, ortaggi, olive, cereali. I bambini vanno alla scuola autogestita.

Ecovillaggio Ciricea, Piteccio (Pistoia)

Sempre nel pistoiese si trova Ciricea, progetto di comunità no profit nato nel 2010. Un ex albergo è stato ristrutturato e riqualificato, nel parco adiacente ci sono gli orti. Attualmente ci vivono 13 persone, che si dedicano al lavoro online o fanno trattamenti. Altri sono in pensione e si dedicano all'agricoltura o alla realizzazione di prodotti artigianali.

Ecovillaggio Corricelli, Cantagallo (Prato)

Impianti fotovoltaici, collettori solari e varie sorgenti garantiscono al villaggio dell'associazione Basilico l'autosufficienza energetica. Nelle case del borgo, nelle due capanne di paglia e nella yurta vivono otto persone e un ragazzo profugo del Ghana. L'alimentazione è prevalentemente vegetariana e biologica, ma sporadicamente si consuma carne allevata in modo etico. E' circondata da 11 ettari di terra in concessione, dove si coltivano patate e grano e dove è stato realizzato un grande orto sinergico. La comunità collabora con il vicino ecovillaggio di Torre di Mezzo.

Upacchi, Anghiari (Arezzo)

Nata nel 1990 come cooperativa agricola, è diventato un ecovilllaggio con 17 abitazioni e 70 ettari di terreno, dove vivono circa 12 famiglie. C'è chi fa l'artigiano, chi l'insegnante, chi è imprenditore agricolo. L'obiettivo è vivere in mezzo alla natura, condividendo con gli altri gli spazi e aiutandosi reciprocamente.

La Bagnaia, Sovicille (Siena)

E' una comune nata nel 1979, composta da una ventina di persone. Vi si produce olio, vino, carne bovina, foraggio, cereali, formaggi e miele. Il riscaldamento va a legna e ci sono pannelli solari per l'acqua calda. Per irrigare gli orti si usa l'acqua raccolta sui tetti.

Reggioli, Nusenna (Si)

Ecovillaggio e bioagriturismo, si sviluppa attorno ad un casale in pietra risalente al 18esimo secolo e immerso nei boschi. Ci abitano famiglie che praticano l'autosufficienza alimentare ed energetica e che sperimentano modelli di vita in sintonia con l'ambiente e con il prossimo.

Rays, Gerfalco (Grosseto)

Qui dal 2008 vive in modo frugale un piccolo nucleo di persone. Si usa energia rigorosamente rinnovabile, vi si coltivano ortaggi e si recuperano semi antichi e autoctoni, come il mais di Gerfalco. Un'esperienza di decrescita felice che la comunità condivide con eventuali ospiti, che possono partecipare ai seminari e laboratori che vengono organizzati periodicamente.