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19 giu 2022

E’ a Cercina il frutteto modello da esportare

La cooperativa La Fonte è stata scelta da Procter&Gamble per la politica adottata nell’inclusione e per la promozione della biodiversità

19 giu 2022
sandra nistri
Cronaca
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro
Alcuni addetti della cooperativa sociale «La Fonte» di Cercina al lavoro

di Sandra Nistri

È di Sesto uno dei venti frutteti solidali italiani nati grazie al progetto di Procter&Gamble Italia e AzzeroCO2 con il doppio obiettivo di garantire l’inclusione sociale e proteggere la biodiversità attraverso la creazione di orti sociali e la promozione dell’agricoltura sociale. La piantumazione e successiva cura degli alberi, infatti, è affidata a cooperative selezionate dai promotori dell’iniziativa per la loro attenzione all’ambiente e, soprattutto, per il loro impegno nell’aiutare le persone più fragili. Identikit che, sul territorio sestese, fotografa bene la cooperativa sociale "La Fonte" di Cercina, individuata per la creazione di uno dei frutteti, che, dal 1981, promuove la cultura del lavoro come strumento di emancipazione per persone disabili e socialmente fragili: "Siamo molto contenti di essere stati scelti per questo progetto – dice il presidente della cooperativa Massimo Brandi – che risponde pienamente al nostro lavoro e ai nostri obiettivi. In totale abbiamo ricevuto trenta alberi da frutto, meli, albicocchi, peschi, fichi tra l’altro, tutti esemplari di antiche piante, che abbiamo già messo a dimora in un appezzamento di terreno. Fra l’altro è la prima volta in assoluto in cui abbiamo a che fare con alberi da frutto quindi l’esperimento è nuovo per noi". Il vero valore aggiunto, però, sta nel fatto che gli alberi sono stati piantati da dieci persone con disabilità psichica, tra i 22 e i 59 anni, che operano nella cooperativa.

"Le stesse persone – prosegue Brandi – dovranno occuparsi dell’innaffiatura e della cura delle piante che, speriamo, possano trovare un habitat congeniale e crescere. In più vorremmo realizzare una staccionata e speriamo di poter ottenere un piccolo contributo per questo".

Se i frutti, in senso non solo metaforico, arriveranno ci potranno essere ulteriori occasioni di lavoro: "Speriamo di poter riuscire a raccogliere la frutta – conclude il presidente della cooperativa – se così sarà, oltre, ad utilizzarla nella nostra mensa potremo realizzare marmellate per la nostra ‘Casa La Valle’ ma anche magari per altre attività: ad esempio regali di Natale come quelli che abbiamo confezionato, l’anno scorso, per il Gruppo Fratres di Sesto".

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