Firenze, 14 giugno 2018 - Si sono svolti questa mattina, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Cintoia a Firenze, i funerali di Duccio Dini, il ragazzo di 29 anni morto dopo essere stato travolto durante un inseguimento fra famiglie rom in via Canova.  Il feretro è stato accolto dall'applauso dei tanti abitanti del quartiere che hanno affollato la piccola chiesa e le strade limitrofe. Ad officiare la messa, in forma strettamente privata per volere della famiglia di Duccio, don Massimiliano Gabbricci. "Adesso è il tempo del silenzio. Poi verrà il tempo della giustizia, ma non della vendetta". ha detto don Gabbricci nel corso dell'omelia.

Intanto per oggi il sindaco Dario Nardella ha proclamato il lutto cittadino: è prevista l'esposizione sugli edifici pubblici della bandiera della città abbrunata o a mezz'asta e segni di lutto sono presenti sui mezzi di trasporto pubblico e sui veicoli di servizio pubblico. Le fiaccolate programmate, per evitare strumentalizzazioni, per volere della famiglia sono state annullate.     

«Quella di Duccio è una famiglia straordinaria – ha detto il primo cittadino – e ora è molto spaventata dalle strumentalizzazioni. Tant’è che rinunceranno a tenere la fiaccolata, perché sono piuttosto preoccupati, non vogliono che sia sfruttata una tragedia in nome di altre motivazioni. Di fronte a un tale dolore l’unica cosa da fare è il cordoglio e il silenzio. Poi ci sarà tutto il tempo e lo spazio per discutere dei problemi».

Nardella ha invitato ad osservare nei luoghi di lavoro un minuto di silenzio e raccoglimento alle ore 10 (l'orario dei funerali) e ad osservare nelle scuole ancora aperte un minuto di silenzio e raccoglimento. Inoltre, ha invitato gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti dalle 10 alle 10.10 e a osservare nei luoghi dove si terranno eventi pubblici di spettacolo o intrattenimento un minuto di silenzio e di riflessione su quanto accaduto in via Canova.

Intanto ieri il Gip ha convalidato l'arresto in carcere per Amet Remzi, 65 anni, e Mustafa Dehran, 36 anni, i due cittadini macedoni accusati dalla Procura di omicidio volontario per la morte del 29enne. 

Già da ieri tantissime persone (soprattutto ragazzi) si erano recate alla camera ardente per portare un fiore e salutare Duccio un’ultima volta. Fra tutti, lo sgomento per una morte assurda, arrivata quando la follia di una corsa in auto a tutta velocità sul viale ha incrociato la strada di Duccio, che solo per una serie di sfortunate combinazioni si trovava lì, in quel momento.

«Bastava che il semaforo non fosse rosso», commenta un amico. «O che Duccio partisse più tardi per andare a lavoro e fare le commissioni che aveva in mente durante il tragitto», prosegue un altro. Bastava, soprattutto, che chi lo ha travolto rispettasse il codice della strada. Ma su questo punto, pur chiedendo fermezza, rigore e giustizia, la famiglia è molto attenta a evitare strumentalizzazioni, per non fomentare l’odio o favorire tafferugli in città. Non a caso è stata prima annullata la fiaccolata in programma ieri e poi quella prevista per oggi. «Per rispettare il dolore e dare il giusto risalto solo ai funerali – hanno spiegato la famiglia e gli amici più stretti di Duccio – abbiamo deciso di non tenere la fiaccolata. In questo momento di dolore stiamo pensando solo a ricordarlo e a commemorarlo. Per questo ci dissociamo da qualsiasi tipo di iniziativa, fiaccolata, pagina Facebook o manifestazione».