Firenze, 3 dicembre 2021 -  La Toscana si prepara alla vaccinazione dei più piccoli, fra pediatri, hub e spazi dedicati. Dopo l’approvazione da parte dell’Aifa dell’utilizzo del vaccino per la fascia di età 5-11 anni, il commissario Francesco Paolo Figliuolo ha infatti programmato la distribuzione in tutta Italia, nei prossimi giorni, di 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino Pfizer. Per la Toscana, le mail ufficiali collocano i primi arrivi il 22 dicembre, con una prima tranche da 90mila dosi speciali (anche le confezioni sono diverse) da dieci microgrammi, un dosaggio pari a un terzo di quello previsto per gli adulti. In effetti però, pare che la consegna verrà anticipata, in modo da poter iniziare con la somministrazione già il 16 dicembre. Sempre in base alle indicazioni nazionali, sono previste due punture a distanza di tre settimane l’una dall’altra. La vaccinazione sarà volontaria, senza alcun obbligo: non è previsto infatti il "green pass" per gli under 12.


Ma come avverranno le somministrazioni? Al momento, in Regione, si aspettano le comunicazioni ufficiali nazionali, ma l’ipotesi è quella di mantenere aperti vari canali. Si partirà probabilmente dal rapporto consolidato e già sperimentato con i pediatri di famiglia, che resteranno un punto di riferimento in questa nuova fase, come già successo per i ragazzi con più di 12 anni. L’idea è inoltre quella di sfruttare anche gli hub, creando, come ha annunciato il governatore Eugenio Giani "degli spazi specifici per i bambini", almeno nelle strutture più grandi. Inoltre sono allo studio centri dedicati e open day. Non ci dovrebbero essere novità per l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che continuerà, come accade già adesso, a vaccinare solo i soggetti fragili.

I giovani toscani potenzialmente interessati dalla vaccinazione sono 215.444. "Consiglio alle famiglie di fare la vaccinazione, perché quella dei bambini è al momento la fascia più a rischio – spiega Valdo Flori, segretario regionale della Fimp, la Federazione italiana medici pediatri – oltretutto caratterizzata da grandi contatti sociali. È importante proteggere i bambini dal virus perché non è innocuo, come si è visto dai recenti dati dell’Istituto superiore di sanità, e per permettere loro una vita sociale più tranquilla".

Restano invece da definire gli aspetti tecnici e organizzativi. "Come pediatri siamo pronti – spiega – anche se un po’ sovraccarichi, perché stiamo terminando le vaccinazioni anti-influenzali, che quest’anno sono iniziate più tardi. Per la parte organizzativa e burocratica, vedremo meglio il da farsi quando avremo più informazioni. Se si tratterà di fiale multi-dose andranno risolti un po’ di problemi organizzativi: non è facile trovare più bambini da vaccinare nello stesso momento. Oltretutto, essendo in pieno periodo influenzale, è molto facile che i più piccoli si ammalino e che i genitori annullino l’appuntamento anche all’ultimo momento". Tutti aspetti che verranno affrontati in una serie di riunioni tecniche, previste a partire dalla prossima settimana.