Firenze, 24 settembre 2020 - La chiusura per le elezioni ha salvato una classe dalla quarantena. Proprio così: una studentessa 17enne del liceo Pascoli è risultata positiva. "Non è però disposta la quarantena per tutta la classe. Questo perchè nelle 48 ore precedenti l’allieva non ha avuto contatti con i compagni - spiega il dirigente del liceo Alessandro Bussotti. La preoccupazione tra i genitori è però molta. "Lo capiamo. Per questo da oggi metteremo in atto una didattica mista, così chi non si sente tranquillo può serenamente seguire le lezioni da casa" aggiunge il preside. La bomba è deflagrata ieri...

Firenze, 24 settembre 2020 - La chiusura per le elezioni ha salvato una classe dalla quarantena. Proprio così: una studentessa 17enne del liceo Pascoli è risultata positiva. "Non è però disposta la quarantena per tutta la classe. Questo perchè nelle 48 ore precedenti l’allieva non ha avuto contatti con i compagni - spiega il dirigente del liceo Alessandro Bussotti. La preoccupazione tra i genitori è però molta. "Lo capiamo. Per questo da oggi metteremo in atto una didattica mista, così chi non si sente tranquillo può serenamente seguire le lezioni da casa" aggiunge il preside. La bomba è deflagrata ieri mattina, quando i genitori della ragazza hanno fatto sapere via Whatsapp agli altri mamme e babbi che la loro figlia è risultata positiva al tampone. Una (brutta) notizia purtroppo attesa nella classe dato che, fanno sapere alcuni genitori, "sapevamo che la mamma della ragazzina era positiva". La giovane è andata a scuola fino a venerdì scorso. Poi la lunga chiusura a causa dei seggi e, ieri mattina, il rientro in classe per alcuni compagni, mentre altri genitori hanno preferito "per precauzione" tenere i figli a casa. Quando la notizia è arrivata, la chat è diventata incandescente.

"Non è possibile che ancora il liceo non ci abbia detto niente - si sono infervorate le mamme -. A nostro avviso le scuole in questi casi dovrebbero poter attuare un protocollo d’urgenza". C’è chi si è subito attivato per far effettuare, privatamente, il tampone al proprio figlio. Ma certo il costo di 120 euro non è per tutte le tasche. "Non si può rimettere la salute di tutti alla coscienza del singolo", osservano altri genitori. Ma ecco che a metà pomeriggio è arrivata l’attesa telefonata da parte dell’Asl: "Ci ha contattato verbalmente, ma poi ci manderà anche una comunicazione scritta - dice Bussotti -. Abbiamo subito avvertito le famiglie".

"Dalla diagnosi alla comunicazione alla scuola passa poco tempo - spiega Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro -. In attesa che quanto prima venga validato un sistema di diagnosi rapido, ogni giorno scarichiamo i dati dal database regionale e facciamo le indagini epidemiologiche. Ogni singolo caso viene gestito sicuramente entro la giornata".

È avvenuto così, col protocollo di tracciamento ormai diventato routine, anche per nel caso di un uomo che lavora in un bar pasticceria: appena verificata la sua positività al coronavirus, la Asl ha subito contattato i suoi familiari e tutti i dipendenti del suo locale, ossia le persone che rischiano di poter essere state contagiate. Si trovano tutti in quarantena e sotto controllo del tampone. Ieri mattina la saracinesca del bar pasticceria era abbassata: una scelta obbligata, visto che non ci sono altri dipendenti che possono portare avanti l’attività fino al doppio risultato negativo del tampone. Non c’è alcun rischio per i clienti del bar degli ultimi giorni: il locale, spiegano dalla Asl, rispettava i protocolli di distanziamento; la scarsa permanenza a distanza all’interno dell’attività non comporta pericolo di contagio.

Elettra Gullè - Manuela Plastina