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15 mag 2022

Così nacque il Grande Nemico del Nord E nessuno disse più che è solo calcio

La rivalità con la Juventus esplose quel giorno. E lo slogan di allora resta vivo: "Meglio secondi che ladri"

15 mag 2022
stefano
Cronaca

di Stefano Cecchi "Ditelo con un biglietto", scrisse Giampiero Masieri su La Nazione e i fiorentini, invece che dichiarare il proprio amore con un fiore, come recitava una campagna pubblicitaria dell’epoca, lo dissero comprando diecimila biglietti di aereo o di nave per raggiungere Cagliari, dando vita all’esodo viola più grande della storia per un evento straordinario: a 90 minuti dal termine, Juventus e Fiorentina erano appaiate a pari punti in testa al campionato di serie A. Quella domenica del 16 maggio del 1982, esattamente 40 anni fa, se i viola avessero vinto in Sardegna sarebbero andati almeno a giocarsi lo spareggio per il titolo. Non andò bene, e la cosa oramai è risaputa. Ma la storia di quell’esodo a metà fra lo sport e la magia, fra il viaggio e la poesia, appartiene all’epopea migliore del mondo viola. Alla cronaca che, col tempo, diventa leggenda e che è bello raccontare ai nipoti nei pomeriggi infiniti dell’estate: "Allora, partimmo tutti con un vessillo viola in mano perché il sogno sembrava davvero a un passo ma.....". Già, il sogno scudetto. Le partite che in quell’ultima domenica da brividi si trovarono ad affrontare Juventus e Fiorentina nel loro duello a distanza, erano diversissime. Mentre i bianconeri giocavano a Catanzaro con una squadra che non aveva problemi di classifica, il Cagliari per salvarsi aveva bisogno di un punto. Una differenza non da poco. Non solo. Sulla panchina dei sardi sedeva Paolone Carosi, l’allenatore brutalmente licenziato dalla Fiorentina l’anno precedente e l’altra guancia è roba che appartiene al vangelo, non al calcio. Lo stesso, alla vigilia la speranza di farcela era misurabile anche nella battuta che il patron viola, il conte Flavio Pontello, rilasciò ai cronisti : "Paura di Gianni Agnelli? _ disse _ Macché. Lui è solo un metalmeccanico". La Firenze orgogliosa e un po’ ...

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