Firenze, 25 novembre 2021 - Sono 9.985 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid in Toscana pervenute all'Inail nel periodo gennaio 2020-31 ottobre 2021, pari al 5,5 per cento sul totale nazionale, e 27 i decessi, su un totale di 782 in Italia. E' quanto emerge dall'approfondimento regionale del 21esimo report della Consulenza statistico attuariale di Inail. L’analisi nella regione mostra che, esattamente come il dato medio nazionale, poco più di 8 denunce su dieci si riferiscono al 2020. Il picco dei contagi si raggiunge in corrispondenza del mese di novembre 2020, con il 22 per cento delle denunce, pari al dato medio nazionale. Dei 27 decessi per Covid, 20 risalgono al 2020. I contagi e i decessi sono perciò in forte attenuazione nel 2021.

Bollettino covid Toscana, i dati del 25 novembre

L'esposizione ai contagi è più forte per le donne che per gli uomini. In Toscana, sulle quasi 10mila denunce, oltre 7.200, pari a circa il 72 per cento del totale, riguardano le donne, mentre poco meno del 28 per cento gli uomini. La provincia dove si sono registrati più contagi Covid sul lavoro è Firenze, con il 36,5 per cento delle denunce, seguita, a grande distanza, da Pisa, con il 10,9 per cento, Lucca, con il 9,7 per cento, Prato, all'8,9 per cento. Seguono Livorno (7,9%), Massa Carrara (7,1%), Pistoia (6,6%) e Arezzo (6,1%). Le province più sicure sono Grosseto (3,3% delle denunce) e Siena (3%).

Se si guarda invece ai settori, in oltre 3 casi su 5 il contagio sul lavoro avviene nel settore sanitario (infermieri, medici, operatori socio assistenziali, in ospedali, Rsa, presso privati). Segue, al 7,3 per cento, il settore trasporto e magazzinaggio, in particolare servizi postali e nelle attività di corriere. Il noleggio servizi alle imprese conta il 6 per cento delle denunce codificate, che interessa sopratutto i lavoratori interinali prestati a svariate attività e professionalità, comprese quelle di natura sanitaria e di pulizia. Le attività manifatturiere incidono per il 4,2 per cento dei casi, di cui circa la metà nell’ambito della stampa e riproduzione di supporti registrati. Il settore 'altre attività di servizi', rappresenta il 3,6 per cento delle denunce, prevalentemente nelle organizzazioni associative, mentre i servizi di alloggio e ristorazione pesano per il 3,2 per cento delle denunce. I decessi hanno riguardato in oltre il 90 per cento dei casi i settori dell’industria e servizi, con un terzo dei casi operanti in ambito sanitario.

Tra le professioni, i tecnici della salute sono i più colpiti, mentre fanalino di coda, tutti allo 0,9 per cento sul totale delle denunce, sono il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci, gli impiegati addetti agli sportelli e ai movimenti di denaro, i docenti.