Firenze, 14 ottobre 2019 -  Non ci sono occhi che per lui. Richard Gere, l'attore americano, tanto atteso a Firenze per la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco Dario Nardella. In regalo anche la maglia della Fiorentina, numero 1 per l'attore.

Poco importano le sedie vuote di alcuni esponenti del Consiglio comunale di centrodestra e M5s che protestano sotto Palazzo Vecchio durante la cerimonia.  "Non mi interessa la politica, mi preoccupo delle persone", risponde così Gere sia riguardo la polemica nata ad agosto, quando la star americana era salita sulla nave Open Arms, con l'allora ministro degli Interni Matteo Salvini, sia riguardo il dissenso di alcuni sulla scelta di onorarlo.

"Questi sono problemi da bambini – ha spiegato Gere - invece ci sono grandi problemi nella vita”. Aiutare è semplice, “sentire la sofferenza degli altri e decidere: voglio fare qualcosa di giusto. Non è difficile, lo sentiamo tutti”. Riguardo alla Siria poche parole, solo "molto imbarazzo" per la scelta fatta dal presidente americano Donald Trump e per ciò che sta accadendo ora alla popolazione curda. 

Molta invidia da parte delle presenti il bacio che il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha strappato all'inizio del suo discorso all'attore. Concluso il fuori onda, il direttore del Migration Policy Center dell'EUI (Università Europea) Andrew Geddes ha centrato il tema del giorno con una semplice domanda: "Perché le persone migrano? - ha chiesto - Lasciare la propria casa, il proprio paese, non sono decisioni semplici e non ci sono delle soluzioni semplici". Bisogna considerare il contesto in cui avvengono queste migrazioni e "la politica deve chiedersi il perché", ha aggiunto il sindaco. "La politica deve impegnarsi affinché queste cause vengano affrontate: la guerra e i disastri ambientali spingono le persone ad andarsene ".

Riguardo Firenze, Nardella ha espresso grande orgoglio per ciò che è stato fatto: “La città è un esempio di collaborazione. Anni fa ha aiutato nella ricostruzioni di alcune città dell'Afghanistan distrutte dalla guerra, stessa cosa lo ha fatto con le città curde". E riguardo le case popolari a Firenze: "Non sono state relegate in periferia, ma in quartieri pieni di vita e di cultura. E mai abbiamo avuto problemi di criminalità o razzismo”. E questo perché “se non vengono dati gli strumenti necessari per integrarsi è normale che questi giovani migranti o poveri si diano alla criminalità. Invece bisogna aiutare le persone a sopravvivere e la casa è il primo diritto”. “Uno dei momenti più emozionanti per me – ha ricordato il sindaco - è quando consegno le chiavi di una casa alla mamma di quella famiglia, perché se non hai una casa non hai nemmeno la dignità di sentirti un cittadino”. 

L'identità e i valori di Firenze sono quelli della prima città ad abolire la pena di morte nel 1786, “questo è quello che siamo” ha concluso Nardella.