"Cefalonia 75 anni dopo: alla ricerca di una memoria condivisa”
"Cefalonia 75 anni dopo: alla ricerca di una memoria condivisa”

Firenze, 14 giugno 2018 - "Il dolore non va in prescrizione". Così ha concluso il suo intervento il procuratore militare della Repubblica di Roma Marco De Paolis alla giornata di studio su "Cefalonia 75 anni dopo: alla ricerca di una memoria condivisa" promosso dalla presidenza del Consiglio regionale della Toscana e dalla rivista Storia & storie di Toscana.

Il procuratore ha ricordato che l'unico processo sulle responsabilità dell'eccidio di Cefalonia si è svolto in Italia nel 2013, "l'unico - ha sottolineato - in Germania, Italia e Grecia". Nel suo intervento di saluto il Comandante dell'Istituto Geografico Militare, generale Pietro Tornabene, ha detto che "l'esercito rivendica l'eredità di tutti i suoi predecessori. Cefalonia è stata la tragedia degli equivoci ma che ha anche chiarito molti equivoci". Di particolare importanza il contributo del rappresentate dell'Ufficio Storico dell'Esercito che ha illustrato un'ampia documentazione, fra cui il documento all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943, nel quale veniva precisato dal Comando supremo di Brindisi che le truppe tedesche dovevano essere considerate nemiche. Altri contributi sono venuti dall'ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis, presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari Guerra di Liberazione, il quale ha sottolineato il ruolo centrale delle Forze Armate nella lotta di Liberazione e la necessità che tale ruolo abbia finalmente il suo doveroso riconoscimento.

Da parte sua il professor Vito Gallotta (Università degli studi di Bari) ha sottolineato che Cefalonia "ha lasciato un'eredità etica che deve essere capita fino in fondo e proiettata sulla società civile". Nel'ampio confronto sono intervenuti tra gli altri il presidente nazionale dell'associazione Divisione Aqui Giuseppe Dalpiaz e il prof. Ugo Barlozzetti, consulente storico di ST. Il direttore di ST Pierandrea Vanni e il caporedattore centrale della Nazione Luigi Caroppo, che hanno coordinato la giornata di studi, hanno sottolineato "la necessità che lo Stato riconosca in maniera definitiva l'importanza e il valore di Cefalonia come segno di rinascita dopo l'8 settembre. Il percorso iniziato dal presidente Pertini e proseguito col presidente Ciampi deve essere completato per rispetto e riconoscenza a tutti i protagonisti della tragica vicenda di Cefalonia. Solo così si assicura una a memoria condivisa che oggi almeno in parte manca".