Intercettazioni (foto di repertorio)
Intercettazioni (foto di repertorio)

Firenze, 7 marzo 2019 - Valutazioni pilotate, programmazioni di concorsi con i vincitori predestinati ancora prima di averli banditi. E raccomandazioni. Il sistema che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta ‘cattedropoli’ che coinvolge l’area medica dell’Università è sicuramente avulso da qualsiasi criterio previsto dalle direttive dell’Ateneo. E, nelle mosse strategiche, bastano poche parole dei poteri forti per ribaltare tutto: almeno così viene spiegato dai protagonisti intercettati.

Nelle conversazioni viene fuori ad esempio che il concorso per professore ordinario di Anatomia patologica, bandito dall’Università a settembre del 2017, aveva come unico fine agevolare la carriera di Daniela Massi, la quale (non indagata), alla fine risulterà vincitrice regolare del concorso. Nel corso del colloquio che porta alla luce la questione, il prorettore all’Area medica dell’Università, Paolo Bechi, dice a un interlocutore sconosciuto che il terzo professore ordinario di Anatomia patologica si poteva risparmiare, ammettendo che lo avevano fatto bandire per non darlo al dipartimento al quale afferisce il prof associato Oreste Gallo (dal cui esposto è partita l’inchiesta ‘cattedropoli’). Ma che poi la massoneria è intervenuta, facendo cambiare i programmi. E facendo cadere la scelta su Anatomia patologica.

Come viene fuori la massoneria? Nel racconto che Bechi fa al suo sconosciuto interlocutore, dice di avere ricevuto dirette sollecitazioni da un noto prof romano, perché si adoperasse nel risolvere l’ex aequo nella passata programmazione fra Anatomia patologica e Otorinolaringoiatria, a favore di quest’ultima: ne sarebbe stato avvantaggiato Gallo. Ma che a questa telefonata ne era seguita un’altra, giorni dopo, sempre da parte del medesimo prof romano. Durante la telefonata viene fuori che è in ballo la chiamata per Daniela Massi, per cui il prof romano non esita a ritirare la sua raccomandazione per Gallo: «Senti Bechi, ma io non avevo capito che l’alternativa a Gallo fosse la professoressa Massi! Perché se l’avessi saputo non ti avrei detto quelle cose! Perché io di Giamba Massi sono amico fraterno, è lui che ha fatto partorire mia moglie! Quindi andate dritto! Mi raccomando! Spiegherò a questo ragazzo che se ne dave fare una ragione per il momento!».

Bechi ha proseguito, svelando al suo interlocutore sconosciuto la vera ragione della retromarcia fatta dal prof romano su Gallo: Giovan Battista Massi, già direttore della prima clinica ginecologica e poi di tutta l’arera di ginecologia e ostetricia di Careggi, sarebbe influentissimo a Firenze. Nonché il padre di Daniela Massi.

Bechi: ... No, mi telefona prima ovviamente per fare le solite pressioni. Poi mi ritelefona dopo qualche giorno e mi fa: ‘Senti Bechi, ma io non avevo mica capito che l’alternativa a Gallo fosse la professoressa Massi! Perché se lo avessi saputo non ti avrei detto quelle cose!’. Ah, dico bene...

Interlocutore: ride

Bechi: (ride) Dimmi... spiegati... ‘Perché io di Giamba Massi sono amico fraterno e lui mi ha fatto partoriore mia moglie! ‘Quindi – dice – andate a dritto! Mi raccomando! Spiegherò a questo ragazzo che se ne deve fare una ragione per il momento!’

Interlocutore: ride

Bechi: T’immagini Giamba Massi, capo della massoneria fiorentina... no... lui lo conosce perché è amico di famiglia... capito... gli ha telefonato Giamba Massi, gli ha detto: ‘Non rompete i c... perché sennò ve ne accorgete! Vi trovate un c. in c. lungo così!