Tribunale

Firenze, 11 ottobre  2018 - Marco Camuffo, 44 anni, ex carabiniere, è stato condannato con rito abbreviato a quattro anni e otto mesi nell'ambito del processo sulle violenze a due ragazze Usa, violenze avvenute nella notte tra il 6 e 7 settembre 2017. Camuffo è il più anziano dei due ex carabinieri (con lui anche Pietro Costa) della pattuglia che intervenne di fronte alla discoteca Flò di Firenze. Costa, 32 anni, è stato invece rinviato a giudizio per stupro. Camuffo era in aula al momento della sentenza. 

Nella mattina di giovedì il pm di Firenze Ornella Galeotti aveva  chiesto 5 anni e 8 mesi di condanna, tenuto conto della riduzione legata al rito abbreviato. Per quanto riguarda Pietro Costa, il processo inizierà il 10 maggio 2019.

«C'è un'evidenza probatoria che non poteva essere messa da parte dal giudice, è una condanna che ci soddisfa»: lo ha detto l'avvocato Francesca D'Alessandro, che assiste una delle ragazze. 

«Quella vicenda ha sconvolto la ragazza - ha riferito sempre lo stesso avvocato -. È tornata in Italia anche dopo l'incidente probatorio ma non è voluta andare a Firenze e ha preferito essere ospitata da me anzichè andare in albergo. Ora la contatto per comunicarle l'esito di questa prima condanna, che lei aspettava». Sull'Arma dei carabinieri l'avvocato dice: "Non c'é nessuna responsabilità dell'Arma dei carabinieri, anzi su questa vicenda hanno assunto una precisa presa di posizione. Una pecora nera non svilisce il valore dell'Arma".

«Sentenza severa, faremo appello - dice l'avvocato di Camuffo, Filippo Viggiano - Unico elemento forte in mano all'accusa - ha poi commentato il legale - è la denuncia fatta nell'immediatezza, 20 minuti dopo il fatto. Ma può bastare questo di fronte agli elementi contrari per sostenere la violenza sessuale?». 

Per il legale la decisione del giudice Fabio Frangini non avrebbe dato importanza allo stato psicofisico delle ragazze che erano ubriache. «Il tasso alcolemico non è stato un argomento molto sviluppato nella discussione - ha detto Viggiano - Vedremo nelle motivazioni la valutazione del giudice».

Secondo le accuse i due carabinieri avrebbero violentato le due giovani studentesse dopo averle riaccompagnate a casa con l'auto di servizio da una discoteca fiorentina.

Davanti al gup questa mattina Camuffo ha reso dichiarazioni spontanee dicendo che il rapporto avuto con una delle due ragazze americane «fu consensuale» e che non fu lui a decidere di accompagnare le ragazze dalla discoteca alla loro casa di Firenze, ma fu iniziativa del collega Costa.

Gli ultimi a parlare sono stati i difensori dei due imputati: Giorgio Carta e Andrea Gallori hanno risposto alla richiesta di rinvio a giudizio del loro assistito, Costa, chiedendo il proscioglimento. Filippo Viggiano e Cristina Menichetti hanno invece chiesto l'assoluzione per Camuffo, presente in aula e autore di dichiarazioni spontanee. Non sono mancati anche momenti di frizione fra la pubblica accusa e i difensori.