Firenze, 11 ottobre  2018 -  Carabinieri accusati di aver violentato due studentesse americane  nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017: questa mattina il pm di Firenze Ornella Galeotti ha chiesto, in occasione dell'udienza preliminare davanti al gup Fabio Frangini, la condanna in rito abbreviato per Marco Camuffo (il piu' anziano dei due carabinieri e il più alto in grado della pattuglia che intervenne alla discoteca Flo di Firenze) e il rinvio a giudizio per Pietro Costa.

Secondo le accuse i due carabinieri avrebbero violentato le due giovani studentesse dopo averle riaccompagnate a casa con l'auto di servizio da una discoteca fiorentina. Per Camuffo il pm ha chiesto 5 anni e 8 mesi di condanna, tenuto conto della riduzione legata al rito abbreviato. Davanti al gup Camuffo ha reso dichiarazioni spontanee dicendo che il rapporto avuto con una delle due ragazze americane «fu consensuale» e che non fu lui a decidere di accompagnare le ragazze dalla discoteca alla loro casa di Firenze, ma fu iniziativa del collega Costa. Il giudice dovrebbe decidere oggi sulle richieste dopo aver ascoltato i difensori e le parti civili. 

"Non decisi io di portare le ragazze a casa",  ha detto Camuffo rilasciando dichiarazioni spontanee in aula  Camuffo ha sostanzialmente riferito di non aver preso lui la decisione di portare le due studentesse americane a casa. Camuffo ha poi ribadito, come già fatto negli interrogatori, che il rapporto sessuale fu consenziente. L'altro ex carabiniere, Pietro Costa, non era  presente all'udienza.

Si è chiusa la discussione davanti al gup. Il giudice Fabio Frangini leggerà il suo dispositivo a partire dalle 17.30. Gli ultimi a parlare sono stati i difensori dei due imputati: Giorgio Carta e Andrea Gallori hanno risposto alla richiesta di rinvio a giudizio del loro assistito, Costa, chiedendo il proscioglimento. Filippo Viggiano e Cristina Menichetti hanno invece chiesto l'assoluzione per Camuffo, presente in aula ed autore di dichiarazioni spontanee. Non sono mancati anche momenti di frizione fra la pubblica accusa e i difensori.