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Aula bunker: stupro di 2 americane attribuito a 2 carabinieri, incidente probatorio

Firenze, 22 novembre 2017 - Sono tornate a Firenze per essere interrogate, stamani, dal gip Mario Profeta, le due studentesse americane che il settembre scorso denunciarono due carabinieri per violenza sessuale. Gli interrogatori si tengono con modalità protetta dentro l'aula bunker di Firenze dove le due ragazze americane sono già arrivate accompagnate dai loro avvocati entrando da un ingresso secondario.

In aula è presente soltanto uno dei due militari indagati, il carabiniere scelto Pietro Costa, assente l'altro indagato, l'appuntato scelto Marco CamuffoSecondo la modalità protetta, utilizzata in quest'incidente probatorio, il giudice Profeta le sentirà con l'ausilio di un interprete in una stanza separata dove non ci sono altre persone, mentre tutti gli altri presenti nell'aula bunker, pm, difensori e i due carabinieri indagati potranno assistere all'interrogatorio tramite sistema audio video. 

Gli avvocati non possono intervenire mentre il giudice rivolge domande alle due ragazze, tuttavia possono proporre allo stesso gip proprie domande. A questo proposito, arrivando all'aula bunker, uno dei difensori dei militari, l'avvocato Giorgio Carta, che difende il carabiniere Pietro Costa, ha detto ai giornalisti di aver consegnato preliminarmente al giudice Profeta «250 domande da fare a ciascuna studentessa».

Non è detto però, che il giudice effettivamente assecondi l'intera richiesta del difensore di Costa potendo decidere in autonomia quali domande siano pertinenti a determinare i fatti e quali no. Quando i due militari sono arrivati all'aula bunker anche loro sono stati fatti entrare da un ingresso secondario differente da quello utilizzato per far accedere le due studentesse. 

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