Firenze, 21 novembre 2020 - Non troppo tempo fa c'era il caffè da consumare in fretta al bancone rispettando il distanziamento sociale. Poi è arrivato il caffè all’aperto consumabile solo fuori dal bar, ora siamo nella fase del caffè con fuga. Da consumare ad almeno 50 metri dal bar che lo ha preparato.

Un provvedimento (ordinanza del sindaco Nardella) finito subito al centro delle polemiche che questa volta trova concordi sia residenti che commercianti. “Sono arrabbiato. Sono molto arrabbiato. Ho deciso di chiudere la mia attività. Per carità, questa ulteriore ordinanza è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E' questa è stata una decisione sofferta, maturata col tempo dovuta alla mancanza di clienti. Ma non ci voleva" dice Aldo Cursano, presidente Confcommercio Firenze e titolare del Caffè Le Rose che ha deciso di abbassare la saracinesca.

Andreina Sieni, titolare della Pasticceria Sieni di via dell'Ariento mette sul tavolo i numeri: “Ho perso la metà degli incassi con questa ordinanza. Avrei voluto chiudere ma poi i miei clienti mi hanno chiesto di non mollare. Sto andando avanti per loro e per il mio quartiere”.

Per Ramon Criville, “il nuovo divieto rompe una vecchia tradizione, quella del rito del caffè”. Come per Maria Grazia Capello: “La mattina venivo qui e facevo colazione con caffè e pasta. Ora la moka me la preparo a casa anche perché dopo 50 metri  il caffè  diventa freddo. Per noi italiani la colazione è molto di più di caffè e brioche, si sa. E con tutte queste restrizioni diventa tutto troppo difficoltoso”.

Un caso quello dell’asporto a 50 metri che è diventato politico con le opposizioni che si sono schierate al fianco dei commercianti definendo "folle" l’ordinanza.