L’80% degli alberghi fiorentini non accetta il bonus vacanze come forma di pagamento
L’80% degli alberghi fiorentini non accetta il bonus vacanze come forma di pagamento

Firenze, 9 luglio 2020 - Il bonus vacanze? Un flop. Accettarlo non è un obbligo e nella nostra città, secondo la stima degli albergatori di Confindustria Firenze, solo una struttura ricettiva su cinque, cioè circa il 20 per cento, lo prende. Nelle località balneari e nelle campagne toscane lo sconto ai clienti previsto dal decreto Rilancio per incentivare le vacanze degli italiani e sostenere il turismo è accolto con maggiore entusiasmo. Viene invece snobbato a Firenze, città d’arte in cui solo il 40% degli alberghi ha riaperto dopo il lockdown e dove gli operatori del settore sono in trepida attesa del ritorno dei turisti stranieri, molto più propensi a spendere e a pernottare in strutture medio alte.

Qualche esempio? Il Plaza Lucchesi, hotel a quattro stelle che riapre oggi, non accetta il bonus vacanze. "E’ inadeguato. Abbiamo bisogno di liquidità, non di crediti di imposta", afferma Giancarlo Carniani, general manager dell’hotel e presidente della sezione albergatori di Confindustria Firenze. E’ infatti la struttura ricettiva a fare lo sconto immediato al cliente sulla prenotazione, che poi recupererà come compensazione sulle tasse che andrà a pagare. Ma quello di cui hanno bisogno ora le imprese del settore è di liquidità. Anche l’hotel Baglioni di piazza dell’Unità non accetta il bonus vacanze e nemmeno, a Fiesole, la Fattoria di Maiano.

Dice sì allo sconto, invece, il resort Villa la Borghetta di Figline Valdarno, purché però il cliente invii già al momento della prenotazione il codice del bonus e saldi subito la parte restante. Che il bonus non sia lo strumento principe per attirare clienti lo si evince anche dal portale Italy Hotels, affiliato a Federalberghi. All’indirizzo bonusvacanze.italyhotels.it è possibile ricercare le strutture italiane che accettano il voucher. A Firenze ci sono solo 22 hotel, su un totale di 335 presenti sul portale, disponibili a fare lo sconto. Per la maggior parte si tratta di alberghi da una a tre stelle.

"E’ uno strumento che può essere utile per le famiglie – dice il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi – ma non sarà certo il bonus a risollevare il turismo". C’è poi un altro aspetto del quale tenere conto. La procedura per richiedere il bonus è complicata, a tal punto che molti potrebbero rinunciare ad usufruire dello sconto, che va da 150 a 500 euro. "C’è interesse, ma molti ancora non hanno capito cosa devono fare – sottolinea Massimo Falorni, presidente di Federconsumatori Toscana –: prima c’è da fare l’Isee, poi bisogna essere in possesso dello Spid o della carta d’identità digitale, quindi va scaricata l’app dedicata e stampato il voucher". Certo, per usufruirne c’è tempo fino al 31 dicembre, quindi non è detto, Covid permettendo, che il bonus, partito a rilento dallo scorso primo luglio, possa avere successo nei prossimi mesi.
mo.pi.
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