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11 mag 2022

Bargello, dai depositi un secolo di scultura fiorentina

Riallestita la sala del Medioevo dove sono riunite opere dalla fine del Duecento alla fine del Trecento: capitelli, acquasantiere, statue lignee

Era da più di vent’anni che non era esposta al pubblico la bellissima acquasantiera della chiesa di San Piero a Quaracchi, con il fusto popolato di putti e animali fantastici. E con essa altri capolavori, tirati fuori dai depositi e riconsegnati al percorso museale del Bargello. L’occasione è stata il riallestimento Sala della Scultura Medievale, dove è riunito un secolo di scultura fiorentina, dalla fine del Duecento alla fine del Trecento. La direttrice del museo nazionale del Bargello, Paola D’Agostino, ha presentato la nuova sistemazione, realizzata dallo studio Galli Mostre di Lorenzo Galli, spiegando che si tratta del terzo intervento di rinnovamento integrale, dopo la Sala degli Avori e la Cappella.

La nuova Sala della Scultura Medievale (ex Saletta del Trecento) vede esposte alcune sculture medievali in ideale successione cronologica: dai capitelli tardo duecenteschi della Badia fiorentina, agli Accoliti di Arnolfo di Cambio, perno centrale della sala, per proseguire con la Madonna col Bambino e l’intensa Cariatide di Tino di Camaino, resti del monumento funebre del patriarca di Aquileia Gastone della Torre in Santa Croce a Firenze, in parte smembrato nel XVI secolo e in seguito disperso. Seguono poi le formelle di Giovanni di Balduccio dalla chiesa di Orsanmichele, sino alle sculture di Piero di Giovanni Tedesco, che lavorò alla facciata di Santa Maria del Fiore nell’ultimo decennio del Trecento. Completano l’allestimento alcune coeve tavole dipinte e due statue lignee policrome (Madonna della Misericordia e Figura femminile seduta) giunte al museo a inizio Novecento. Tutte le opere esposte sono state restaurate sotto la guida di Benedetta Cantini, funzionario restauratore dei Musei del Bargello.

"Prosegue il programma di riallestimenti del Bargello – spiega il direttore Paola D’Agostino - resi possibili grazie all’autonomia dei grandi musei, dal momento che anche questo progetto è stato realizzato con fondi derivati dalla bigliettazione. La nuova sistemazione della sala, ideata da Cristina Valenti e curata da Benedetta Chiesi, si focalizza su un ristretto ma importante nucleo di opere toscane due-trecentesche, nuovamente allestite ad evidenziare l’importanza ed esemplarità delle collezioni di scultura medievale e rinascimentali del Museo nazionale del Bargello".

Olga Mugnaini

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