Barberino del Mugello (Firenze), 16 aprile 20139 - «A Barberino si vive bene». «No, è diventato un dormitorio, un paese morto». Opinioni molto diverse, e incontrando, a caso, vari barberinesi di passaggio dalla piazza, le si ascoltano tutte, davvero varie. Maria Giorgetti è lapidaria, e la frase su Barberino paese dormitorio è sua. «Non vedete che nel centro ci sono rimasti due negozi aperti?», continua.

E spiega anche il perché: «L’outlet a un chilometro ha influito. E poi la ristrutturazione sbagliata della piazza, che ha chiuso gli accessi al centro, una scelta costata cara al commercio sociale. Quindi in paese non c’è aggregazione, perché i negozi sono punti di riferimento, ma se sono tutti chiusi... E’ un fatto doloroso».

Non è d’accordo Mirella Niccoli: «Barberino non mi sembra un paese per il quale c’è tanto da lamentarsi. Non è un paese da buttar via: ci sono tante persone che si danno da fare, c’è un teatro molto attivo e diverse associazioni che operano bene». Anche Niccoli fa parte di una di queste: «Sì, sono nell’associazione delle ricamatrici ‘Sul filo del tempo’: ricamare è un’attività storica nel nostro paese, e siamo un gruppo di persone che facciamo scuola alle bambine, quest’anno ne abbiamo venticinque. Non si vive male a Barberino no, c’è vivacità».

E c’è pure una Pro Loco molto attiva, il Cantà Maggio che aggrega tantissime persone, e non solo. Lo sottolinea Andrea Pazzagli: «Voglio segnalare, tra le cose positive del nostro paese, il gruppo nato all’interno della Misericordia, ‘Le mani del tempo’, che si dedica alla riscoperta delle radici storiche di Barberino, con ricerche, raccolta di documenti, foto (ne abbiamo già diecimila) e mostre».

Poi c’è l’associazionismo sportivo: «Una cosa buona che il Comune ha fatto – nota Paolo Borsotti, presidente del Tennis Club – è aver puntato molto sulle associazioni. E anche ad impiantistica non siamo messi male, magari va migliorata la fruibilità». Soddisfazione infine si esprime sui lavori pubblici recenti. Li sottolinea Massimo Catani: «Qui secondo me si è fatto più che negli altri comuni del Mugello. Non ci si può lamentare». E lo ribadisce Rosanna D’Esopo: «Sono stati fatti un sacco di lavori, le strade, la piazza. Va bene così, anche se accontentare tutti non è possibile».