Pier Francesco De Robertis
Pier Francesco De Robertis

Firenze, 26 maggio 2016 - Un pezzo bello d’Italia va a fondo, e si porta dietro la solita melma di scuse e accuse, rimpalli di responsabilità, smarcamenti poco tecnici e molto tattici. «Io non c’ero, e se c’ero dormivo». E mentre il Paese fa la solita figuraccia mondiale con vista Ponte Vecchio la gente si chiede come mai duecento metri di Lungarno sprofondino nel nulla. Come mai i nostri governanti sognano la banda larga ma poi si dimenticano di monitorare con attenzione e scrupolo le tubature, e ci facciano vivere in città con i piedi d’argilla in perenne galleggio tra una tragedia evitata e una in arrivo. Era l’alba e ovviamente a quell’ora non passava nessuno neanche in una città da undici milioni di turisti all’anno, altrimenti saremmo qui a tirar fuori i morti dall’Arno, come nell’alluvione di 50 anni fa. Ci sono accertamenti tecnici in corso, c’è un’inchiesta aperta per il momento contro ignoti, ma le sei ore passate dal primo allerta per la perdita d’acqua al crollo, qualche interrogativo lo pongono. Ineludibile.

La perdita che già intorno all’una di notte faceva assomigliare le stradine intorno al Lungarno a tanti torrenti in piena è stata evidentemente sottovalutata. Come accade sempre più spesso. Le nostre sono città in cui semplicemente non si fa manutenzione. Perché la manutenzione costa e dà meno lustro rispetto all’avvio di opere pubbliche faraoniche o al taglio di tanti bei nastri con photopportunity annessa. Come esempio prendiamo proprio il caso delle perdite d’acqua. A quanti di noi è capitato di vederne una, magari lì da giorni, ignorata, lasciata andare? È sempre più frequente. Le aziende che gestiscono i servizi sono sempre meno disposte a intervenire nelle emergenze perché le emergenze costano. Le bollette aumentano ma l’assistenza no. Si esternalizzano i servizi di intervento, così che se oggi dopo molti tentativi a vuoto con il call center chiami per una perdita, tra due giorni arriva la ditta Rossi che ha avuto in subappalto la chiamata dal gestore di turno, ci sono due operai stranieri – magari bravissimi – ai quali fai fatica a spiegare.

Poi se l'intervento necessita di un seguito, ecco che di te si prende in carico la ditta Verdi, che non sa niente di ciò che hanno fatto quelli della Rossi, e anche i due operai con i quali alla fine ti eri inteso sono cambiati... Ecco, questa è l’odissea continua del cittadino al tempo delle multiutility. Quelle che prima o poi una frana ci scappa.