Palazzuolo sul Senio (Firenze), 23 giugno 2021 - Un pozzo per l'acqua, per lavarsi e per tutti i bisogni quotidiani. E niente elettricità, perché i pali della luce che avrebbero portato la corrente finirebbero per rovinare lo skyline della zona. La famiglia del bambino scomparso e poi ritrovato in località Campanara vive in una zona del Mugello non casuale. Qui infatti fin dagli anni Ottanta si sono stabilite una serie di famiglie. Il primo nucleo, italiano, di ritorno da un viaggio in India, decise di fare una scelta radicale, lontano dalla modernità, ma vicino a una vita che seguiva i ritmi della natura. 

Il bambino sta bene: dimesso dall'ospedale

Il pediatra: "Così il bambino si è salvato"

Leonardo Tanturli, il papà del bambino ritrovato (Fotocronache Germogli)

Una notte tranquilla in ospedale insieme alla mamma

Seguendo i dettami di quella che è l'economia circolare: si lavora per produrre quello che poi si consuma. Il miele, il formaggio, il pane, le verdure dell'orto: tutto viene autoprodotto e serve per andare avanti, in una sorta di circolo per queste famiglie virtuoso che mette da parte la modernità come la gente di città la intende. Poco internet, il cellulare ricaricato di quando in quando. La sera non si guarda la televisione, perché semplicemente non c'è, ma si cura il bestiame. 

Un momento del ritrovamento del piccolo

Si usa la radio per le principali comunicazioni tra le famiglie nei casolari sparsi nella zona. Le capre servono per produrre il formaggio e il latte. Mentre le api forniscono miele che poi viene usato o rivenduto. Agricoltura biologica. Che trova il suo commercio nell'associazione Campi Aperti, che cerca di riportare l'agricoltura non verso il modello industriale ma al contrario verso la produzione locale. E' la sovranità alimentare. E a Campi Aperti aderiscono anche i genitori del piccolo. "Non voglio sfruttare né essere sfruttata, per questo ho scelto questo tipo di vita", scrive la madre del bambino sul sito di Campi Aperti. 

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Un bambino che, proprio per la sua già profonda comunione con la natura nonostante abbia 21 mesi, è riuscito probabilmente a cavarsela in quelle 36 ore in cui ha vagato da solo nella boscaglia. Bambini che non hanno come punto di riferimento solo il padre e la madre ma anche tutto il resto della comunità e che non hanno problemi a spostarsi anche da soli anche in luoghi remoti. Ed emerge tra l'altro che lo scorso anno anche il fratellino di 4 anni era scomparso per un tempo però limitato. In quel caso un vicino di casa lo riportò alla famiglia. Anche in quel caso il bambino si era allontanato autonomamente aprendo la porta e uscendo di casa.