Alessandro Orsetti con la moglie Annalisa, genitori di Lorenzo, il fiorentino ucciso in Siria dall’Isis
Alessandro Orsetti con la moglie Annalisa, genitori di Lorenzo, il fiorentino ucciso in Siria dall’Isis

Firenze, 21 marzo 2019 - C'è dolore ma anche tanto orgoglio negli occhi della famiglia di Lorenzo Orsetti il giovane che ha scelto di andare a combattere in Siria, a fianco del popolo curdo contro i miliziani dell’Isis. Il padre Alessandro, la madre Annalisa, la sorella Chiara e lo zio Luca ieri erano in Palazzo Vecchio, su invito dei consiglieri Tommaso Grassi e Donella Verdi (Firenze riparte a Sinistra) e di Miriam Amato (Potere al popolo). Una testimonianza commossa, a tratti arrabbiata. No, non contro Lorenzo morto da partigiano-eroe, piuttosto contro uno Stato che «quando questi coraggiosi combattenti rientrano li mette sotto inchiesta o sotto processo. Sono andati là per una causa, non ce ne dimentichiamo!».

Poi la questione più spinosa. «Lorenzo avrebbe voluto essere sepolto nel cimitero dei martiri curdi, ma ha lasciato a noi la scelta. Scelta che non auguro mai a nessun genitore di dover prendere. Io preferirei avere una tomba su cui piangere mio figlio». La voce di Alessandro Orsetti trema. «Annalisa (la madre ndr) mi ha detto ‘fai te’. A me come babbo farebbe piacere tornasse...». Poi la riflessione a voce alta: «E’ una cosa molto emotiva.. ci piacerebbe tanto averlo qui... Però i corpi dei morti servono ai vivi, come si dice, e non credo che avrò occasione di andare in Siria.... Ringrazio i miliziani curdi per aver recuperato il corpo di mio figlio con un’azione militare». Iera sera la famiglia Orsetti ha deciso di far rientrare Lorenzo. «Forse – spiega lo zio Luca Rasoti – sarà sepolto nel cimitero di Rifredi, nel suo quartiere, ora dobbiamo capire quando sarà possibile riavere il corpo».

Ieri era tanta la voglia di parlare di babbo Alessandro, di raccontare il più possibile di questo figlio perduto in Siria che Firenze deve riabbracciare, accogliere, ricordando il suo sacrificio e l’impegno ideale. «Il sindaco Dario Nardella mi ha detto che venerdì (alle 17 ndr) ricorderanno Lorenzo qui in Palazzo Vecchio, ci saranno la giunta, i consiglieri comunali e la nostra famiglia. Mi fa piacere. Ci sarà questa cerimonia, la sento importante. Firenze riscopra questo suo figlio come una parte buona di questa città, non appartenente a una frangia di esagitati, ma ne riscopra il valore umano, sociale, politico». Poi i tanti ricordi: «A Natale gli avevamo regalato un giubbotto antiproiettile – racconta la madre Annalisa – e lui ci ha ringraziato perché lo ha protetto quando è stato colpito da un blocco di cemento». «Mi ricordo che sono stato a Genova a suo tempo, al G8 – ricorda ancora il padre – Fu Lorenzo, giovanissimo, a dire ‘guarda, è morto un ragazzo, ci sono stati scontri, andiamo’. Io l’avrei visto in tv, e mi sono trovato in mezzo al secondo giorno di scontri. Per poco non siamo finiti alla Diaz».

Sabato in piazza Elia dalla Costa saranno il Cpa Firenze Sud e il Comitato 21 marzo a depositare una corona di fiori per «Orso».

Paola Fichera