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31 mar 2022

Arrestato a Firenze su mandato della Russia: scarcerato

Georgiano, vive in Ucraina, è accusato di furto, il nostro ministero della Giustizia ottiene la revoca degli arresti. "E' possibile che sia negata l'estradizione"

31 mar 2022
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Tribunale (foto d'archivio)
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Tribunale (foto d'archivio)

Firenze, 31 marzo 2022 - E' stato scarcerato il 34enne georgiano residente in Ucraina che era stato arrestato a Firenze su mandato della magistratura russa. L'uomo era stato arrestato il 23 marzo dalla polizia a Firenze con mandato di cattura internazionale del 2014 emesso dal tribunale di San Pietroburgo (Russia), poi il ministero della Giustizia italiano ha chiesto e ottenuto dalla corte di appello di Firenze la revoca della misura di custodia in carcere in relazione alla guerra iniziata con l'invasione dell'Ucraina. 

La magistratura russa lo accusa di furto. L'uomo, difeso dall'avvocato Federico Bagattini, era stato arrestato il 23 marzo in un albergo di Firenze dalla polizia, avvisata dall'alert scattato nel sistema alloggiati della questura quando il 34enne si era registrato alla reception insieme alla moglie. Ma c'è stata la richiesta di revoca fatta dal ministero della Giustizia che, si legge in ordinanza, «è motivata dalla possibilità che sia negata l'autorizzazione alla consegna» per l'estradizione «a causa del conflitto in atto tra la Russia e l'Ucraina», paese quest'ultimo dove il 34enne, «solo temporaneamente presente in Italia, risulta risiedere».

Quindi, nella possibilità che non ci siano le condizioni per estradarlo, il 34enne torna in libertà. L'autorità giudiziaria di San Pietroburgo lo accusa di furto con destrezza di un iPhone. Peraltro, viene ricordato, appena il 24 marzo scorso la Cassazione ha emesso una sentenza con cui rigettava la richiesta di estradizione fatta dalla Russia all'Italia riguardo a una propria cittadina, una ex sedicente agente del Kgb, ritenendo fosse presente il rischio di trattamenti disumani e degradanti lesivi dei diritti fondamentali della persona nel caso di una sua consegna alle autorità di Mosca.

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