Una protesta per la scuola in presenza (Dire)
Una protesta per la scuola in presenza (Dire)

Firenze, 29 novembre 2021 - Crisi d’ansia, panico, affaticamento. Gli adolescenti hanno sofferto moltissimo e continuano a soffrire per gli effetti della pandemia. I disturbi tra i 13 ed i 16 anni crescono e colpiscono un po’ di più le femmine. Gli adolescenti parlando di stati ansiosi, addirittura di episodi di perdita di coscienza improvvisa e di generale malessere. È il quadro preoccupante che emerge dallo studio sui disturbi funzionali in età pediatrica eseguito nel periodo della pandemia 2020-2021 dalla struttura operativa semplice dipartimentale di Psicologia clinica ospedaliera del presidio di Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli, diretto da Andrea Bassetti.

Oltre che all’ospedale di Bagno a Ripoli, i dati sono stati raccolti nelle pediatrie dei presidi ospedalieri della Asl Toscana Centro. I pediatri e gli psicologi che hanno condotto l’analisi ipotizzano che all’origine dei disturbi lamentati dai ragazzini ci possa essere la famigerata Dad. Insomma, la didattica a distanza pare che possa essere stato un fattore determinante. Secondo le ipotesi dei professionisti che hanno analizzato i dati, l’interruzione della scuola in presenza ha comportato per gli alunni un nuovo periodo di isolamento, dopo il primo lockdown, e lunghi periodi trascorsi davanti a computer, tablet e smartphone per poter partecipare alle lezioni. Questa condizione potrebbe essere una delle cause dell’aumento di disturbi legati alla sfera emotiva e psicologica.

“Sarebbe interessante replicare l’iniziativa ampliando il periodo di riferimento, così da monitorare l’andamento del fenomeno nel tempo”, dice Silvia Lapini, direttore della psicologia clinica ospedaliera.

L’analisi dei dati

Nel periodo di riferimento pre-Covid (settembre 2019-febbraio 2020) nel Pronto Soccorso e OBI pediatrico del Santa Maria Annunziata risultano 64 casi di possibili disturbi funzionali (6,5%) su un totale di 986 accessi. Nel periodo invece che va da settembre 2020 a febbraio 2021, ovvero durante la pandemia, sono risultati 49 possibili casi di disturbi funzionali totali su 463 accessi (10,6%) Possiamo osservare che nel secondo periodo di riferimento si è verificata una netta riduzione di accessi totali nelle due unità della pediatria, ovvero 463 accessi contro 986 del periodo pre-Covid e con percentuali di casi di disturbi funzionali rispettivamente del 10,6% nella fase della pandemia contro il 6,8% del periodo pre-Covid.

Analizzando la distribuzione dei casi in base all’età si nota una diminuzione della percentuale di casi nella fascia di età che va dagli 8 anni ai 12 e un sostanziale aumento nella fascia di età dai 13 ai 16 anni.

Per quanto riguarda, invece, la distribuzione per genere si rileva un lieve aumento del genere femminile nel periodo pandemico, dove le femmine sono il 61,2% dei casi, rispetto al 52% del periodo precedente la pandemia.

Dall’analisi del tipo di diagnosi si osserva che in entrambi i periodi il disturbo più frequente è quello del dolore addominale, leggermente diminuito nel periodo della pandemia. Nel secondo periodo si è verificato un aumento percentuale delle diagnosi di crisi di ansia, panico, disturbi alimentari, malessere e affaticamento. Infine, nel secondo periodo sono diminuite le diagnosi di cefalea, dolore toracico, orticaria oltre a quella di dolore addominale.

Un aumento delle diagnosi di stati ansiosi, episodi di perdita di coscienza improvvisa e stati di malessere e affaticamento confermano come la pandemia stia impattando in maniera negativa sullo stato psicologico di preadolescenti e adolescenti.