La compagnia Labad Mimesi in scena 'L’eredità di Florence Nightingale…'
La compagnia Labad Mimesi in scena 'L’eredità di Florence Nightingale…'

Firenze, 20 novembre 2019 – In occasione Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la compagnia Labad Mimesi presenta 'L’eredità di Florence Nightingale… La sua lampada brilla ancora', scritto e diretto da Gabriella Del Bianco. Lo spettacolo va in scena il 23 novembre alle 21 e il 24 alle 17 al teatro Sancat di via del Mezzetta a Firenze. Sul palco: Cristina Bica, Maria Cristina Chiesi, Sandra Galanti, Luigi Martella, Francesco Pelosini e la stessa Del Bianco.

Si tratta di una lettura biografica, drammatizzata e sceneggiata a sei voci dal taglio esclusivo e innovativo che si avvale anche di una mostra documentaria, allestita in platea, e della proiezione di un particolare video, proiettato prima e dopo lo spettacolo (elaborazione immagini e video a cura di Daniele Caselli).

L’originale performance vuole ripercorre, a quasi 200 anni dalla nascita, la figura di una donna pioniera della professione infermieristica e grande organizzatrice che portò a termine, con determinazione e sacrifici personali, importanti e decisive riforme nell’ambito sanitario.

“Lo spettacolo è stato scritto appositamente per il festival ‘L’eredità delle donne’ diretto da Serena Dandini e ha debuttato proprio a ottobre scorso per tale occasione” spiega Del Bianco. E aggiunge: “L’alto apprezzamento per il testo e il gradimento ricevuto per l’originalità della regia ci ha motivato a rimettere in scena la performance anche in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne del prossimo 25 novembre”. Ma lo spettacolo avrà probabilmente altre repliche visto che il prossimo 12 maggio 2020 (Giornata Mondiale delle Infermiere) cadrà il bicentenario della nascita di Florence avvenuta, nel 1820 proprio a Firenze. “Riteniamo che lo spettacolo possa diventare un evento speciale per tale occasione: Florence ha subito forti pressioni e molteplici contrasti e ostacoli affinché abbandonasse il suo progetto, ritenuto folle dalla famiglia, ma lei pur di seguire la sua vocazione di curare i malati, alleviandone le sofferenze, non ha esitato a mettere a repentaglio la sua salute rischiando la vita stessa” ricorda Del Bianco.