La dj Nastia

Firenze, Sabato 8 ottobre 2016 - A Nobody's Perfect, la storica serata del Tenaxarriva la bellissima e talentuosa Nastia. L'appuntamento in consolle è stasera, sabato 8 ottobre (con apertura degli ingressi alle 22.30, ingresso vietato ai minori di 18 anni). Esponente di una scena elettronica che, nonostante i problemi legati all'attualità, riesce a contraddistinguersi. "Quando eri teenager saltavi sugli autobus per andare a ballare nei club delle grandi città.

Cos'era che più ti attraeva di quel mondo?

"Quando ero una ragazzina amavo ascoltare le mie canzoni preferite e ballare all'infinito. Mi piaceva stare nel mezzo della pista ed essere al centro dell'attenzione. Forse era l'attesa di quel momento quello che mi attraeva di più. Vivevo per quella energia durante tutta la settimana".

Qual è stata la scintilla che ti ha fatto capire che diventare dj sarebbe stata la tua strada?

"Quando ero una clubber viaggiavamo un sacco con il mio partner. Andavamo a ballare in tutti i club dell'Ucraina. In quei momenti fra me e me dicevo: “Wow... ma che bel modo di viaggiare” E fare la dj poteva essere una buona scusa per viaggiare. Era il 2005 e imparai molto rapidamente. Adesso eccomi qua".

Nel mondo delle musica elettronica purtroppo non ci sono molte dj. E tu sei una delle poche che ce l'hanno fatta.

"Vivo questo successo come una benedizione. Ma il mio percorso è stato lungo, non essendo una producer non avevo la possibilità che avevano altri djs di far ascoltare prima quello che facevano. Sono molto orgogliosa di essere arrivata al successo un passo alla volta".

Qual è la tua opinione sulla chiusura del Fabric di Londra?

"Penso che sia stata un grosso errore. Il Fabric non era un semplice club. Il Fabric era parte della storia. Come ti sentiresti se qualche uomo d'affari facesse distruggere un edificio storico, per costruire al suo posto un centro commerciale? Sono molto delusa e frustrata. Qualcosa è morto anche in me".

L'Ucraina: un paese meraviglioso. Ma anche un paese in cui c'è una guerra di cui nessuno parla più. Quanto ha influito il conflitto sulla vita artistitica del paese?

"È molto interessante che qualcuno mi faccia questa domanda, perché nessuno vuole parlare dei reali problemi che siamo stati costretti ad affrontare. Ad essere onesti queste difficoltà, la rivoluzione e tutte le tragedie che si è portata dietro, hanno certamente influito su un cambiamento, un cambiamento in positivo. Adesso le persone sono più unite, c'è più fratellanza. Al momento questa atmosfera si respira molto in uno dei miei posti preferiti di Kiev: il Closer Club, dove suono sempre molto volentieri. È difficile immaginare un posto così da un'altra parte. Abbiamo una audience pazzesca in Ucraina e sono davvero fiera di come il mio paese stia rialzando la testa. Questa scena sta uscendo dall'underground e questo mi rende molto felice".