Da sin. Giani, Lotti, Padre Bernardo e Nardella alla presentazione delle iniziative

Firenze, 16 aprile 2018 - «Festeggiamo insieme questi mille anni, affinché ci aiutino ad affrontare nel migliore dei modi il tempo futuro che Dio vorrà donarci». Padre Bernardo Gianni, abate dell’abbazia di San Miniato apre le braccia e le porte di San Miniato a Monte alla città, per vivere le tante iniziative previste per il millenario di questo luogo, dai profondi significati di fede, arte e storia

. Il 27 aprile saranno infatti mille anni dalla firma del vescovo fiorentino Ildebrando sull’autorevole «Charta ordinationis», con la quale si inaugurava una nuova pagina di bellezza nella storia di Firenze.

Fu quel giorno del 1018 infatti, che Ildebrando recuperò fra le rovine della precedente chiesa carolingia le reliquie del martire Miniato, un esule armeno ucciso nel 250 dai soldati dell’imperatore Decio, per collocarle più dignitosamente in un altare destinato a diventare la prima, vera pietra di fondazione di una nuova basilica romanica. Il vescovo consegnò poi il pastorale ad un prete del suo presbiterio, di nome Drogo, perché fosse il primo abate di una comunità monastica chiamata a vivere sulla collina di San Miniato secondo la Regola di San Benedetto.

La “bellezza” della basilica è stata cara a tanti, al sindaco Giorgio La Pira e anche al poeta Mario Luzi, che avrebbe celebrato San Miniato più volte con le sue liriche: «Stringiamoci la mano sugli spalti di pace, nel segno di San Miniato». Per festeggiare questa straordinaria avventura di fede, arte e speranza, è stato preparato un anno di eventi con celebrazioni, storia, linguaggi e istituzioni della contemporaneità.

Tra i molti appuntamenti, l’inaugurazione delle tre porte lignee e del Ciborio della Basilica appena restaurati, composizioni musicali poetiche inedite ed eseguite per la prima volta in assoluto. E ancora una grande festa per le famiglie e la cittadinanza, incontri e installazioni artistiche, convegni internazionali e giornate di studio, letture e performance.

Sono oltre 50 gli eventi in cartellone, che sarà possibile consultare anche sul sito dell’abbazia www.sanminiatoalmonte.it/ «Possiamo considerare San Miniato come la summa dei valori della nostra città ha detto il sindaco Dario Nardella –. Questo luogo è un distillato di storia, fede e bellezza. Nel Cinquecento San Miniato è stato persino un simbolo della resistenza dei fiorentini alle truppe di Carlo V, come si vede in un affresco di Giovanni Stradano in Palazzo Vecchio. Lo stesso Michelangelo fu coinvolgo nella difesa del campanile della basilica. E un ruolo importante lo ha avuto anche nella Seconda Guerra Mondiale. Un luogo inoltre caro a un sindaco come Giorgio La Pira che da qui amava osservare e amare Firenze. Proprio per questo il primo giorno della mia giunta dopo le elezioni di quattro anni fa, l’ho trascorso qui e siamo orgogliosi di poter esser protagonisti di questi eventi che come le note sul pentagramma musicale seguiranno le celebrazioni dei mille anni. Voglio congratularmi con padre Bernardo Gianni e con l’ordine dei Benedettini che ha portto a metterere in campo un progqmma di livello eccellente».

Alla presentazione delle celebrazioni è intervenuto anche il ministro Luca Lotti e il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani.