Una delle opere in mostra
Una delle opere in mostra

Firenze, 22 maggio 2019 - Un cuore fuso in ghisa serrato da due tubi in acciaio poggiati sulla Commedia di Dante, un calco in cera di una statua antica, uno strumento musicale come l’arpa con le farfalle, una campana di bronzo appesa come un impiccato, una biblioteca di cenere. Sono alcune delle opere di Claudio Parmiggiani esposte dal 24 maggio alla galleria Poggiali di via della Scala, in una mostra dal titolo "A cuore aperto", a cura di Sergio Risaliti, che si snoda con un cammino poetico ora drammatico ora elegiaco e lirico al tempo stesso.

"Un’opera deve essere come un pugno nello stomaco – spiega lo stesso Parmiggiani - Silenziosa ma dura, dura ma silenziosa, come un fuoco sotto la cenere". E’ così che la grande campana ‘impiccata’ a una trave della galleria celebra in silenzio tutto il dolore del mondo e tutta la speranza della terra, che chiama a raccolta come in un giorno lieto o per un imminente pericolo. Le ‘cose’ di Parmiggiani (una campana, una lampada, resti e frammenti del mondo vissuto) abitano poeticamente il linguaggio dell’arte e si danno alla nostra percezione come poesie da vedere con il cuore negli occhi, presenze iconiche da ascoltare con il cuore più che con la mente. Ed è con un cuore sorretto tra due elementi metallici che inizia il percorso espositivo, una scultura che attraversando lo sguardo parla direttamente al cuore.

Undici le opere installate nei due spazi di via della Scala 35 A e di via Benedetta 3r, la maggior parte delle quali realizzate per questa mostra, unitamente a lavori meno recenti. Nato a Luzzara in provincia di Reggio Emilia nel 1943, Parmiggiani è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Dopo la Biennale di Venezia del 2015, negli spazi di via Benedetta viene presentata per la prima volta la gigantesca àncora aggrappata con tutta la sua forza dopo aver infranto una parete di cristalli. Chiude la mostra Senza Titolo, un gesso di una testa classica con accanto una sveglia, realmente funzionante, poggiata su di un libro a scandire il battito delle ore; anch’essa realizzata appositamente per questa esposizione alla Galleria Poggiali.

"Lo spirituale che alcuni intravedono nel mio lavoro lo chiamerei semplicemente una convinzione che fa parte di una visione; un misticismo senza fede - prosegue l'artista - Non penso a un’arte religiosa, ma ad una religiosità dell’arte; una religiosità di cui mi sembra si sia smarrito completamente il senso". La mostra, che è a ingresso libero, proseguirà fino al 29 ottobre.

O.M.