{{IMG_SX}}Firenze, 28 giugno 2007  - "Dove le fa male?",  "Soffre di diabete?",  "Devo farle un prelievo di sangue", "Andrà tutto bene, non si preoccupi": domande e frasi come queste fanno parte di qualsiasi visita medica, in una delle qualsiasi strutture sanitarie della Toscana.

 

Ma la crescita esponenziale di pazienti di madre lingua diversa dall'italiano comporta crescenti e a volte insormontabili problemi di comunicazione tra le persone che si rivolgono a un ambulatorio o a un pronto soccorso e il personale medico e infermieristico chiamato a scoprire la patologia e a ottenere dai pazienti una collaborazione concreta e un comportamento adeguato.

 

In molti ospedali, consultori, ambulatori del servizio sanitario regionale sono attive esperienze di mediazione culturale, con interpreti specificamente formati che intervengono per tradurre, spiegare, talvolta rassicurare e convincere.

 

Un ulteriore passo avanti verso una comunicazione migliore con i pazienti stranieri si compie oggi grazie al 'Questionario anamnestico multilinguistico di emergenza', presentato oggi dall'assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi e dal professor Giancarlo Berni. A dispetto della definizione la pubblicazione, realizzata grazie all'iniziativa del Rotary Club Firenze Brunelleschi e Soroptimist Club Firenze Due, al sostegno di alcuni sponsor e distribuita nelle strutture sanitarie, è molto semplice.

 

Contiene 43 tra domande e frasi di vario tipo tradotte in trenta lingue, dall'albanese al vietnamita. Il questionario tiene in considerazione non solo la distribuzione dei principali flussi migratori verso il nostro paese, ma anche le lingue per le quali è difficile ipotizzare di poter disporre di un interprete nei tempi, spesso assai ristretti, richiesti dalla necessità di intervenire in campo medico (bengalese, gujarati, swahili, urduÂ…).

 

Il questionario si mostra al paziente, le domande in italiano sono stampate nei risvolti delle copertine e sono messe in corrispondenza con la pagina che contiene il questionario nella lingua che il paziente indica, in modo che i relativi numeri corrispondano.

 

Per la risposta ad alcune domande è possibile anche utilizzare un semplicissimo sussidiario grafico. Il linguaggio è estremamente semplice e consente sia una chiara descrizione dei sintomi contingenti (dolore, tosse eccetera), sia una prima definizione della storia clinica del paziente (interventi chirurgici effettuati, allergieÂ…) sia l'informazione su manovre mediche necessarie (iniezioni, assunzione di farmaci, esami diagnostici).

 

Il medico e l'operatore sanitario, anche in mancanza di un interprete, potranno così disporre di informazioni basilari utili a completare l'esame clinico.