Enrico Gatta (Pressphoto)
Enrico Gatta (Pressphoto)

Firenze, 23 ottobre 2020 - La Nazione perde un altro pezzo della sua storia. E' scomparso a 70 anni Enrico Gatta, giornalista da sempre punto di riferimento delle pagine culturali, anche quando queste sono state inglobate nell'esperienza del Quotidiano Nazionale. Aveva compiuto 70 anni a maggio. Se n'è andato, stroncato da una malattia, dopo una vita passata nel mondo della carta stampata. Allievo della  scuola dei Gesuiti dell’Istituto Massimo, prima della laurea in Giurisprudenza a Roma, entrò nel mondo del giornalismo nel 1974 nella redazione fiorentina di Avvenire, subito dopo il servizio militare. Poi, nel 1981, è passato a La Nazione. Dopo gli anni della prima linea, in cronaca di Firenze, è arrivato l'approdo alla redazione cultura. Impegno che lo ha visto seguire avvenimenti letterari ed eventi di arte, musica e danza, costruendo in questi campi solide ed importanti amicizie, a partire dalla frequentazione e dalla stima che gli riservava il maestro Riccardo Muti

Tra le tante competenze che gli erano riconosciute, forse quella della danza era la più nota. Coreografi e danzatori sapevano di poter contare sempre su pezzi competenti relativi alla loro attività artistica. Nonostante questo non esibiva mai la sua grande cultura, facendosi ricordare dai colleghi per la sua educazione e la sua gentilezza. In occasione di ogni edizione del Maggio Musicale Fiorentino, a Enrico Gatta veniva affidato un inserto speciale dove si approfondivano le tematiche di ogni singolo spettacolo. Gatta ha continuato a coltivare interessi culturali anche quando è andato in pensione, realizzando un sito on line di poesia e saggi, Infinite tracce. Esperienza che ha raccolto negli ultimi mesi in una pubblicazione edita da Meridiana. Si è anche generosamente dedicato al volontariato con il Progetto Itaca Firenze, dedicato a giovani con disagi psichici. Lascia la moglie Antonella Maravaviglia e due figli. Oltre alla famiglia de La Nazione che lo ricorderà sempre con affetto.