Assane Diousse ha convinto proprio tutti
Assane Diousse ha convinto proprio tutti

Empoli, 18 agosto 2015 - PARE che ad inizio mercato i dirigenti azzurri abbiano parlato di lui con la Roma. I giallorossi ci hanno provato: volevano fare quello che la Juventus riuscì a concretizzare due stagioni fa, quando prelevò il baby Rugani dalla Primavera. L’Empoli fu costretto ad effettuare quel tipo di operazione perché gli anni della «B» avevano pesantemente intaccato i conti, ma pensate a cosa sarebbe accaduto se il club avesse resistito e se Rugani, alla fine della scorsa stagione, fosse stato tutto di proprietà dell’Empoli. In quel caso non ci furono alternative, ma diverso è il discorso relativo ad Assane Diousse El Hadj, l’ultimo gioiello sfornato dal vivaio.

E’ stato lui l’assoluto protagonista del precampionato azzurro, con prestazioni di tutto rispetto sia in amichevole con avversari di categoria inferiore ma anche col Genoa e in Coppa Italia, dove è stato il migliore in campo. Niente male per un classe ’97 che l’Empoli si coccola come il più prezioso dei gioielli. Dicevamo della Roma: a inizio mercato Walter Sabatini aveva chiesto a Carli la possibilità di acquistare il giocatore, ma l’Empoli, stavolta, ha detto no.

Diousse ce lo culliamo noi, hanno spiegato cordialmente i dirigenti, che se in un primo momento avevano anche valutato la possibilità di spedirlo in prestito, adesso sono fermamente convinti di metterlo a disposizione di Giampaolo per tutta lastagione. Considerando quanto visto in Coppa Italia, il transfer di Maiello che non arriva e un Ronaldo che non è ancora al meglio della forma è molto probabile che domenica, col Chievo, ci sia ancora lui in campo dal primo minuto. Sarebbe l’esordio assoluto in serie «A», un piccolo record per questo ragazzo senegalese cresciuto all’ombra di Mirko Valdifiori. Ad oggi, come detto, è lui il regista titolare: anche se in futuro sarà dura pensare di affidare le chiavi del centrocampo ad un ragazzo così giovane la personalità è un qualcosa che a Diousse non manca.

Arrivato in Italia nel 2010 su consiglio del padre, è uno di quei giocatori che quando si presentano a Monteboro per un provino non vengono liquidati con un «le faremo sapere». Il suo identikit non corrisponde esattamente a quello del giocatore di colore, tradizionalmente forte fisicamente, tavolta anche coi piedi, ma molto spesso indisciplinato tatticamente. Assane Diousse è questo, ma è anche e soprattutto altro. Giampaolo ha scoperto subito le sue qualità e se da un lato bisognerà stare attenti a non affidargli responsabilità eccessive, dall’altro è lui il prossimo talento in rampa di lancio.