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Minniti a Certaldo. Il ministro: "Governare i flussi non in Italia è possibile"

Immigrazione e accoglienza i temi caldi affrontati nel corso dell'intervento alla Festa dell'Unità

Ultimo aggiornamento il 8 agosto 2017 alle 23:02
Il ministro Marco Minniti alla festa del Pd a Certaldo (Fotocronache Germogli)

Certaldo, 8 agosto 2017 - Immigrazione e accoglienza sono stati i temi al centro del dibattito di questa sera alla festa dell'Unità di Certaldo. Ospite d'eccezione: il ministro degli Interni Marco Minniti, insieme al segretario del Pd toscano Dario Parrini, intervistati dal giornalista Jacopo Storni. Minniti si è espresso sui primi risultati ottenuti dalla guardia costiera libica. "L'idea di governare i flussi migratori in Libia e non in Italia è una cosa possibile", ha detto. "Non abbiamo ancora risolto la questione ma è un segnale. Ma non si può essere nè ottimisti nè pessimisti". "Una grande democrazia, un grande Paese come l'Italia, non si limita" a seguire il fenomeno della migrazione, "ma deve governare questo processo".

Minniti ha ricordato alcuni numeri: "Lo scorso anno abbiamo avuto 181 mila persone, quest'anno sono arrivate, nei primi 7 mesi, altre 95 mila e sono tutti frutto di flussi illegali". "Il punto fondamentale è che dobbiamo arrivare a governare i flussi illegali. Se riusciremo a cancellarli è possibile avanzare un'altra proposta, quella dei corridoi umanitari e dei flussi legali. Ma per evitare di regalare il paese ai populisti devo dimostrare che sono capace di governarli".

Sul famoso "aiutarli a casa loro" renziano, Minniti ha affermato: "La prima grande questione è che la partita fondamentale si gioca in Africa, e su questo Renzi ha ragione. L'Africa è per molti versi lo specchio dell'Europa, e se qualcuno si illude che sia solo lo specchio dell'Italia sbaglia". "Se le cose vanno bene in Africa, andranno bene in Europa. Se questo significa aiutiamoli a crescere nel loro continente è la scelta giusta".

Sul tema dell'accoglienza il ministro ha poi nuovamente elogiato l'Italia. "Siamo un grande Paese che sul tema dell'accoglienza ha giocato una partita straordinaria - ha affermato -. Sull'accoglienza abbiamo dato una lezione a tutto il resto del mondo e ci è stato riconosciuto". Ma "porre l'accento solo su accoglienza non significa fare una buona politica", ha poi sottolineato, argomentando: "Le politiche dell'accoglienza hanno il limite oggettivo che è la capacità di integrazione. Non c'è un'equazione tra migrazione e terrorismo, chi lo dice è cattivo maestro". "Se guardo in Europa c'è equazione tra cattiva integrazione e migrazione - ha aggiunto -. Per questo se vogliamo difendere la nostra democrazia l'accoglienza deve avere il limite nella capacità dell'integrazione".

Entrando nel vivo dell'attualità e in particolare sul controverso codice di condotta delle Ong. Il ministro degli Interni Marco Minniti ha sottolineato che il "Codice è un fatto che crea un rapporto di fiducia tra le Ong e la democrazia italiana. Se una firma e una no non cambia niente ma io ho il dovere da ministro dell'interno di avere un rapporto più forte con chi fa parte del sistema di salvataggio nazionale". 

E a chi gli chiedeva se si trova meglio nel centrosinistra di Massimo D'Alema o in quello di Matteo Renzi, Minniti ha risposto: "Renzi mi è molto simpatico".

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