Marco Landi, presidente Federmoda
Marco Landi, presidente Federmoda

Empoli, 13 gennaio 2019 - «A Pitti Uomo i compratori si sono visti e hanno dimostrato un buon interesse». Marco Landi, dell’omonima confezione empolese ma anche presidente di Federmoda Cna (la categoria di settore della confederazione degli artigiani), fa un bilancio della manifestazione fiorentina, la fiera più importante per l’abbigliamento maschile.

«C’è stato un calo degli italiani: non aiutano le condizioni dell’economia. Stessa motivazione per la diminuzione degli operatori cinesi, mentre per i francesi giocano le conseguenze delle ricorrenti manifestazioni dei gilet gialli. Gli operatori in arrivo dall’Asia, a parte i cinesi come ho detto, non si sono fatti pregare, a partire dai coreani». Su quella che era una delle promesse per l’export di moda, la Russia, Landi parla di una presenza in linea con le edizioni immediatamente precedenti.

«Per capirsi, i livelli non sono molto elevati: gioca in negativo il cambio del rublo, non entusiasmante, dovuto in buona misura all’andamento altalenante del prezzo del petrolio», che rende i russi meno inclini a spendere. «Per l’Europa, possiamo dire che le presenze sono state soddisfacenti. In genere, dunque, si può affermare che chi c’era era interessato agli acquisti e che Pitti Uomo ha tenuto. Anche gli altri operatori dell’Empolese non dovrebbero essere scontenti, da Gallotti, uno dei più affezionati ‘clienti’ di Pitti, a Ruffo, passando, tra gli altri, per il cashmere di Bruno Manetti».

La vetrina della Fortezza da Basso, quella che dà il via all’annata della moda, è stata quindi importante per le nostre aziende della moda, il settore che traina l’export dell’Empolese con la bella cifra di oltre un miliardo di vendite registrate all’estero.