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Vinci, chiesa rischia il crollo. La messa si fa alla casa del popolo

Chiesa inagibile, parroco e fedeli ospiti del circolo Arci

Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 07:42
Peppone e don Camillo

Vinci (Firenze), 12  settembre 2018 - Peppone e don Camillo? Seppure indimenticati e indimenticabili personaggi dei racconti di Giovannino Guareschi, nemici-amici in un piccolo mondo immagine del Dopoguerra, i due, nella provincia fiorentina, son qualcosa di superato. Lo sanno bene i parrocchiani di San Donato in Greti, poche case, una chiesa e un circolo Arci tra colline e campagna di Vinci, patria del Genio.

Lì, viste le porte dell’antica chiesa da anni chiuse causa rischio crollo dell’edificio, il circolo ha deciso di accogliere parroco e parrocchiani per ospitare a cadenza mensile la messa della domenica.

Così, è stato pochi giorni fa. Messe le sedie a mo’ di panche e improvvisato un tavolo come altare, la Casa del popolo è divenuta luogo di culto, archiviando temporaneamente chiacchiere da bagarre politica, mazzi di carte e caffè da bersi con amici e compagni. Gli ultimi dettagli li ha sistemati il parroco don Renato Bellini, arrivato con il ‘kit’ per officiare la messa: appoggiata la scatola con il necessario pronto all’uso, ha posizionato libri e calici e ha dato il la alla funzione domenicale. A dimostrazione che, pure in chiesa, a fare la differenza è il senso di comunità: se l’abito non fa il monaco, il luogo non fa la messa.

E, del resto, a San Donato in Greti, dove la chiesa è chiusa da una quindicina di anni in attesa di un cantiere da 130mila euro, le celebrazioni alternative sono roba di mesi ormai, con i parrocchiani costretti a migrare quando qua quando là. Un destino comune ai ‘cugini’ di Sant’Ansano. I residenti della frazione, pure quella vinciana doc, nel marzo 2012 si videro sigillare l’amata pieve romanica perché a rischio cedimento strutturale e furono costretti a seguire la messa nel ‘circolino’ parrocchiale. Una storia andata avanti tra rinvii e proteste fino al 23 giugno di quest’anno quando la chiesa, finalmente, è stata riaperta per la gioia dei fedeli che per difendere il loro ‘gioiello’ erano arrivati fino alla Città Eterna.

Con tanto di striscione in bella vista, si presentarono in piazza San Pietro per l’Angelus domenicale così da consegnare la loro richiesta di aiuto direttamente agli occhi del Pontefice. Chissà se anche i parrocchiani di San Donato hanno in mente una trasferta da Papa Francesco. Intanto, hanno bussato alla porta del Fondo ambiente italiano: la chiesa di San Donato in Greti è fra i Luoghi del cuore del Fai, tredicesima in classifica. Sono circa 4.200 le firme raccolte, ma per arricchire la lista e accelerare così la ristrutturazione c’è tempo fino al 30 novembre.

s. p.

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