Angelo Zinna in viaggio
Angelo Zinna in viaggio

Empoli, 12 luglio 2016 - Da Timor Est a Empoli attraversando il continente asiatico con mezzi pubblici o di fortuna. Decine di storie e viaggi raccontati sul blog ‘Exploremore’, ma solo uno ha ispirato l’esordio letterario del giramondo nostrano Angelo Zinna. Il giovane empolese, classe 1989, ha scelto di raccontare l’Iran in Un altro bicchiere di Arak, edito da Villaggio Maori,

Cinque anni in viaggio e una ventina di Paesi attraversati. Perché un libro sull’Iran?

«Ho deciso di raccontare una regione del mondo in particolare piuttosto che l’intero viaggio per scrivere il libro che avrei voluto leggere. Né un diario, né una guida, ma una storia che rappresenti un luogo, intrattenendo ed informando allo stesso tempo. Non volevo che finisse per essere un racconto autocelebrativo. L’Iran ha distrutto i miei pregiudizi, è stata un’avventura che non avevo programmato».

Quale aspetto ti ha colpito di più?

«Non ho passato un giorno senza ricevere un invito a casa di qualcuno. Le persone sono state la sorpresa più grande e mai avrei pensato di trovare un popolo così ospitale. Ho incontrato gente di ogni categoria sociale e mi sono sempre trovato di fronte ad una grande curiosità nei miei confronti. Alcune tra le persone più interessanti le ho conosciute viaggiando in autostop, da famiglie che mi avrebbero adottato per settimane a camionisti che raccontano la propria vita a gesti. Cos’altro? La differenza sostanziale in fatto di ideali tra il pensiero rappresentato dal governo islamico e la gente comune che ho incontrato. L’Iran è tra i paesi più giovani del mondo con una delle popolazioni più educate di quella regione del mondo. Né sanno molto più su di noi, di quanto noi ne sappiamo di loro. È stato interessante vedere come si sviluppano i rapporti sociali dietro le quinte. L’alcol, ad esempio, è illegale, ma in molte case è comune. Così come l’approccio con l’abbigliamento, internet e i social media. Avere la possibilità di trovare persone pronte ad aprire le porte di casa è stata la mia fortuna più grande: niente è come appare dall’esterno».

Vale anche per la condizione delle donne iraniane?

«Camminando per le strade di qualsiasi grande città si nota facilmente una distinzione tra le donne che rispettano la tradizione e quelle più liberali: da come portano il velo a quanto si truccano. Ci sono idee contrastanti all’interno della popolazione e seppure possiamo essere tutti d’accordo che l’uguaglianza tra i sessi è ancora lontana c’è chi ne soffre di meno e chi ne soffre di più».