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Storica azienda acquistata e salvata. Garantiti trenta posti di lavoro

L’Italnastri di Pieve a Ripoli è passata definitivamente di mano

di BRUNO BERTI
Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 07:00
Alcuni dipendenti dell’Italnastri in azienda: sorridono perché l’occupazione per loro non è sfumata

Empoli, 1 settembre 2018 - L’affitto e poi l’acquisizione di ramo d’azienda nei casi di crisi d’impresa non è solo sinonimo di perdita di posti di lavoro o addirittura di chiusura posticipata: lo dimostra il caso dell’Italnastri di Cerreto Guidi, una fabbrica che produce materiali autoadesivi per etichette. La società, entrata in crisi da tempo e poi finita in un concordato fallimentare nell’ottobre dell’anno scorso, è stata rilevata (prima in affitto e poi acquisita il 29 giugno) da una società di Novara che ha già esperienza di questo tipo di acquisizioni ma che soprattutto sta garantendo il posto di lavoro ai 30 dipendenti della vecchia gestione. Solo uno se n’è andato, quando le cose sembravano mettersi al paggio, magari perché aveva trovato una soluzione diversa al problema dell’occupazione.

L’impresa è stata creata 40 anni fa a Pieve a Ripoli, dove si trova ancora la sede operativa, mentre quella legale è a Novara. Negli anni la fabbrica è cresciuta, poi sono arrivati i guai, durati mesi, fino al concordato fallimentare. Con il cambio della guardia, l’Italnastri Spa è diventata Italnastri Srl, ma non si è trattato soltanto di un mutamento nel tipo di società: è stato rivoluzionato anche l’approccio nei confronti dell’attività con la voglia di riacquisire le quote di mercato erose durante il periodo nero e svilupparle per dare un futuro allo stabilimento di Pieve a Ripoli.

Con l'arrivo dei nuovi imprenditori l’azienda è stata ristrutturata completamente. «Anzitutto – spiega Marisol Stassi, responsabile sviluppo mercato estero – si è guardato alla clientela. Molti dei clienti storici di Italnastri si erano rivolti ad altri fornitori e soprattutto per troppo tempo non si era investito sulle risorse interne all’azienda. E’ stato quindi necessario riconsolidare e riconquistare quote di mercato e clientela, e ciò è stato possibile grazie al lavoro dei nuovi dirigenti che hanno investito sulle risorse interne creando un nuovo reparto commerciale e dando responsabilità a tutti i dipendenti dell’azienda, in modo da farli sentire parte di un progetto condiviso con un obiettivo comune da raggiungere». E’ stata abbandonata la logica dell’uomo solo al comando, tipica delle aziende familiari. Il nuovo amministratore delegato della società, Karim Shahir Barzegar, ha impostato un cammino di ristrutturazione aziendale completa, e si è impegnato in un rilancio che gli stessi lavoratori, che hanno ripreso fiducia nel futuro, hanno definito «un vero e proprio miracolo».

L’Italnastri sta spingendo molto sulla qualità della produzione per far fronte alla concorrenza, che nel settore significa vedersela con le multinazionali. «Il fatturato cresce mese dopo mese e c’è un Piano industriale (su cui c’è anche l’accordo della Slc-Cgil) che prevede investimenti, espansione e assunzioni. La produzione per ora viene venduta soprattutto in Italia – sottolinea Stassi – ma puntiamo molto sull’estero: attualmente abbiamo clienti in Francia, Germania, Regno Unito e Polonia.

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