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Sara Scimmi

Empoli, 9 settembre 2018 - Un camionista residente nel Pisano, indagato per omicidio stradale. Un secondo fascicolo di indagine a carico di ignoti. Tutto intorno, il dolore di una famiglia che pretende verità per una giovane donna scomparsa ad appena 19 anni. Un anno dopo, la morte di Sara Scimmi è ancora da chiarire. Più ombre che luci sulla fine della studentessa, trovata senza vita nella sua Castelfiorentino. Era il 9 settembre 2017 quando un passante diede l’allarme, attivando le forze dell’ordine e i soccorsi. «Siamo ancora alla ricerca della verità – ammette con dolore il padre della giovane, Antonio Scimmi –. C’è tanta delusione. Dal punto di vista investigativo, credo si potesse e si possa fare di più».

La giovane fu trovata a terra sulla carreggiata, sfigurata. Grazie a indagini e ai filmati, i militari risalirono al mezzo ‘pirata’: un camion il cui conducente ha riferito di non essersi accorto di niente. «In un anno non un ‘mi dispiace’, neppure attraverso gli avvocati», commenta Scimmi riferendosi all’unico indagato per la morte della sua bambina. Per i genitori della 19enne e per la sorella Giulia, il tempo è fermo a un anno fa. «La nostra vita non esiste più – ammette l’uomo, poliziotto a Pistoia –. Solo dolore e incertezza. Ma c’è altro su cui fare luce: il corpo di mia figlia era a terra al passaggio del camion. Sara è stata sormontata, non investita». Venerdì alla famiglia sono stati restituiti gli effetti personali della ragazza. «Vent’anni di vita in una scatola – riflette il padre –. C’erano anche le scarpe, sporche di terra. Inspiegabile per una che avrebbe camminato sull’asfalto. Come è inspiegabile che Sara non appaia nel video che ha registrato i movimenti sul luogo dell’incidente». Otto minuti di buco, tra l’ultima volta che la 19enne venne vista fuori dalla discoteca e il ritrovamento del suo corpo. La chiave sta lì.

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