Il sindaco Brenda Barnini
Il sindaco Brenda Barnini

Empoli, 12 luglio 2019 - La salute precaria del pianeta e l’abbandono dei rifiuti. La voglia di ecologia e l’abitudine a consumare ‘in plastica’. Sono problematiche entrate di prepotenza nel nostro quotidiano e sono state solo in parte oggetto dell’ultima campagna elettorale. Ora necessitano di una riflessione più ampia.

Sindaco Barnini, la raccolta differenziata ‘porta a porta’ fa bene all’ambiente, ma alla gente non piace. Che si fa?

«Il cittadino vede l’ultimo anello della catena, la raccolta dei rifiuti, che può essere fatta col porta a porta, il cassonetto interrato, il cassonetto con la chiave magnetica. Ma quello che conta realmente è dove li porto una volta raccolti. Quello che costa, anche nel nostro caso, non è il servizio di raccolta ma lo smaltimento. I risultati raggiunti sono importanti perché ci hanno consentito di calmierare la quota di smaltimento, che se se non avessimo una differenziata così alta in percentuale sarebbe stata molto più alta: tanto più riduci il ‘grigio’ tanto più tieni sotto controllo la spesa».

Quindi?

«Il porta a porta ha prodotto anche un cambiamento culturale perché ha costretto tutti a misurarsi col tema dei rifiuti. Oggi siamo nelle condizioni di cominciare a introdurre innovazioni tecnologiche che vanno nella direzione di migliorare la qualità della raccolta: quanto più il materiale è ben differenziato tanto più si guadagna a riciclarlo».

Bellissimo principio, finora non applicato

«Oggi esistono cestini intelligenti che riescono a compattare il rifiuto inserito e segnalare se ci sono rifiuti all’esterno del cestino che vanno tolti. Si stanno elaborando molti progetti di questo tipo, ma con due punti fermi: il primo è non tornare indietro dal porta a porta che è l’unico metodo che garantisce di mantenere le attuali percentuali di raccolta differenziata e l’altro è la Tari, che deve diventare una tariffa puntuale, cioè collegando realmente la quantità di rifiuti prodotti a quanto si paga. Sgombro il campo dagli equivoci: non si rischia un aumento dell’abbandono, si incentivano le buone pratiche».

Come?

«Se smaltisco plastica 1 volta ogni due settimane ho uno sconto del 20% in bolletta, per esempio. Entro fine mese porterò in approvazione in giunta un atto che riepiloga in maniera puntuale tutti questi aspetti. Un provvedimento che deve essere sostenuto anche dal gestore Alia. Va incentivato ovunque l’uso di materie di origine naturale. Non delle plastiche ‘bio’ perché la plastica sempre plastica rimane. Non ci sono plastiche ecologiche. La Regione sta elaborando in queste settimane un nuovo piano che propone nuove soluzioni, visto che il termovalorizzatore è escluso. La scala su cui si può affrontare questo argomento è di ambito regionale, non locale. A livello territoriale, bisogna dare seguito ai modelli di economia circolare, sostenendo quelle soluzioni che danno vita alla materia riciclata, come Zignago e Metalcart a Molin Nuovo».

Da poco, il Comune di Empoli è ‘plastic free’, effetti di questa svolta ecologica?

«Tutte le manifestazioni dell’estate, e sono tante, saranno plastic free e le associazioni del territorio stanno aderendo in massa, dimostrando interesse, chiedendo informazioni. E’ stato innescato un meccanismo positivo. ‘Cascine in festa’ che comincia oggi sarà plastic free. Lo stesso la cena a Marcignana della prossima settimana: 500 persone a tavola senza nessun oggetto in plastica. Tanti piccoli passi che cambieranno le cose. Almeno questo è quello che ci auguriamo».

Francesca Cavini